Giungono importanti novità sulla richiesta di liquidazione giudiziale del club biancorosso avanzata dalla Procura di Bari, nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti ed indagati sia Aurelio che Luigi De Laurentiis per falso in bilancio e bancarotta fraudolenta: c’è infatti la data della prima udienza.

Secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano La Repubblica, il giudice Michele De Palma ha fissato l’udienza fallimentare per il prossimo 3 settembre. La società biancorossa dovrà presentarsi con un chiaro piano di ricapitalizzazione, per evitare il fallimento del club, che dovrà essere presentato nei sette giorni precedenti all’udienza. È entro quel giorno, dunque, che la società della famiglia De Laurentis dovrà completare la ricapitalizzazione e, presumibilmente, dovrà procedere anche all’approvazione del bilancio.

Come emerso già nella giornata di ieri, la mossa della Filmauro potrebbe essere quella di rinunciare a parte dei crediti vantati nei confronti del Bari, abbattendo così il passivo del club di circa 7 milioni di euro. Il tutto mentre va avanti l’inchiesta sulla cessione di Elia Caprile al Napoli.

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Assicura di essere umile, Pierpaolo Marino, direttore generale del Bari, in conferenza stampa (alla quale molti giornalisti delle testate locali hanno scelto di non prendere parte) e ricorda le difficoltà e i successi della propria carriera. “Vorremmo fare una squadra che possa vincere e durare nel tempo”.

Nessun proclama – assicura -, ma spiega: “Questo Bari sarà trasparente”. Resta, però, il nodo dell’inchiesta sul depauperamento del Bari e le indagini su Aurelio e Luigi De Laurentiis, che qualche ombra sulla trasparenza del club la lascia. Ad oggi sembra quasi un ossimoro. “L’inchiesta? Non faccio io la vendita, io sono un professionista arrivato per portare più in alto possibile il Bari. Sull’inchiesta posso dire che ho studiato la situazione, mi sono informato, mi sembrano fatti inesistenti. Se un passaggio di calciatori è supportato da una perizia giurata, non credo si possa dire che ci si è passati i soldi da una tasca all’altra”. E ancora: “Il Bari non fallirà, non sono venuto a essere protagonista di un fallimento, lo escludo assolutamente”.
Le parole di Marino

“Non sono così cieco da non capire quali siano le difficoltà. Ho vissuto tante situazioni difficili nella mia carriera, dal terremoto alle iscrizioni tardive. Mi è capitato che durante il calciomercato venisse arrestato il presidente, poi assolto. Mi ritrovai con una società sulle spalle. Andai a Bergamo nel pieno del calcioscommesse. Vengo a Bari e trovo l’ambiente più freddo nei miei confronti, non ero mai stato accolto così. Ma sono stimolato, è la sfida più importante della mia carriera. Voglio riconciliare la gente con il calcio, riportare il Bari dove merita. Il Bari non merita solo la Serie A, ma anche uno scenario internazionale. Non ho mai sbagliato la piazza dove andare. Non voglio fare proclami, sono qui per lavorare e lo farò con il mio metodo. Se la gente non capirà subito, sarò stimolato a convincerla nel tempo. Il Bari dovrà essere un palazzo di cristallo, tutti potranno guardare dentro. Il nostro lavoro sarà chiaro, onesto, competente.
Sono venuto qui per vincere, non per fare la villeggiatura. Ho avuto rassicurazioni dalla società sul budget necessario per ricostruire una squadra che è ridotta a 6-7 elementi. Avremo il ritiro che inizierà con una squadra e finirà con un’altra”.

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“Sono emozionato e felice di essere qui”. Massimo Rastelli, nuovo allenatore del Bari, parla così da tecnico dei biancorossi. E’ la prima conferenza stampa per l’allenatore ex Avellino.

Durante la conferenza stampa, però, ha parlato a lungo il nuovo dg Pierpaolo Marino, solo poche parole per Rastelli. “Riparto dal grande entusiasmo e dalla voglia di vincere questa sfida. Ringrazio società e il direttore generale Marino. Ho provato sensazioni bellissime quando sono stato chiamato. Ci sarà una totale abnegazione nel presentare agli occhi di tutti una squadra dalle due facce, una squadra ignorante col coltello tra i denti quando la palla ce l’hanno gli avversari, perché conosciamo la Serie C e sappiamo che il Bari verrà affrontato come una big; ma nello stesso tempo quella squadra deve avere una precisa identità, deve dominare le partite. Così avremo piu possibilità di portare a casa tre punti. E’ una sfida bellissima, piena di insidie. Ho già vissuto situazioni così nel mio passato, ho l’esperienza, anche da ex calciatore, di capire come intervenire subito”.

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SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina.

Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell'operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati.

Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio - fisiologiche nel settore calcistico - vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.

SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali.

I conti del Bari calcio potrebbero essere stati messi in crisi anche dalla cessione di calciatori: le plusvalenze sono rimaste nel gruppo societario, ma hanno arricchito il Napoli. È questa l'ipotesi alla base dell'indagine della Procura di Bari per bancarotta fraudolenta della società di calcio, che stamattina ha portato la Finanza - su ordine del procuratore Roberto Rossi - a perquisire la sede biancorossa, quella della correlata Ssc Napoli e della controllante Filmauro a Roma. Perquisiti anche tre ex direttori sportivi (Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso) e un procuratore (Graziano Battistini). Sono indagati, tra gli altri, Aurelio e Luigi De Laurentis per le ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria.

Il procedimento sembrerebbe nascere da una richiesta di liquidazione giudiziale (fallimento) del Bari calcio avanzata dalla Procura, e da una consulenza tecnica depositata a fine maggio dopo la retrocessione in serie C. Le ipotesi poste a fondamento dell'indagine riguardano le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

Il provvedimento - è detto in una nota della Procura - scaturisce da approfondimenti sui bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società barese, supportati da consulenze tecniche, all’esito dei quali è emerso che il predetto soggetto economico, in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025), risulta gravato da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio. Con la perquisizione si cerca quindi la documentazione a supporto delle ipotesi di indagine: nel bilancio della società barese sarebbero stati esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione - dice la Procura di Bari - era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della predetta società.

L'operazione nel mirino riguarda la cessione del portiere Elia Caprile, per il quale il Bari aveva riconosciuto al Leeds un premio proporzionale all'eventuale incremento di valore al momento della successiva rivendita. A luglio 2023 - quando secondo la Procura il Bari versava già in una situazione di bilancio molto precaria - Caprile fu ceduto al Napoli per 2,2 milioni, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino. Caprile giocò a Napoli solo quattro gare in due stagioni e poi fu ceduto in prestito all'Empoli per poi essere venduto al Cagliari per circa 8 milioni, consentendo allo stesso Napoli una plusvalenza di 7 milioni che, secondo l'accusa, sarebbe potuta maturare in capo al Bari che invece avrebbe visto l'ulteriore aggravio dei suoi conti: i biancorossi - dice la Procura - non sarebbero dunque stati remunerati in maniera corretta rispetto al valore effettivo dell'asset.

Gazzetta del Mezzogiorno

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