Assicura di essere umile, Pierpaolo Marino, direttore generale del Bari, in conferenza stampa (alla quale molti giornalisti delle testate locali hanno scelto di non prendere parte) e ricorda le difficoltà e i successi della propria carriera. “Vorremmo fare una squadra che possa vincere e durare nel tempo”.
Nessun proclama – assicura -, ma spiega: “Questo Bari sarà trasparente”. Resta, però, il nodo dell’inchiesta sul depauperamento del Bari e le indagini su Aurelio e Luigi De Laurentiis, che qualche ombra sulla trasparenza del club la lascia. Ad oggi sembra quasi un ossimoro. “L’inchiesta? Non faccio io la vendita, io sono un professionista arrivato per portare più in alto possibile il Bari. Sull’inchiesta posso dire che ho studiato la situazione, mi sono informato, mi sembrano fatti inesistenti. Se un passaggio di calciatori è supportato da una perizia giurata, non credo si possa dire che ci si è passati i soldi da una tasca all’altra”. E ancora: “Il Bari non fallirà, non sono venuto a essere protagonista di un fallimento, lo escludo assolutamente”.
Le parole di Marino
“Non sono così cieco da non capire quali siano le difficoltà. Ho vissuto tante situazioni difficili nella mia carriera, dal terremoto alle iscrizioni tardive. Mi è capitato che durante il calciomercato venisse arrestato il presidente, poi assolto. Mi ritrovai con una società sulle spalle. Andai a Bergamo nel pieno del calcioscommesse. Vengo a Bari e trovo l’ambiente più freddo nei miei confronti, non ero mai stato accolto così. Ma sono stimolato, è la sfida più importante della mia carriera. Voglio riconciliare la gente con il calcio, riportare il Bari dove merita. Il Bari non merita solo la Serie A, ma anche uno scenario internazionale. Non ho mai sbagliato la piazza dove andare. Non voglio fare proclami, sono qui per lavorare e lo farò con il mio metodo. Se la gente non capirà subito, sarò stimolato a convincerla nel tempo. Il Bari dovrà essere un palazzo di cristallo, tutti potranno guardare dentro. Il nostro lavoro sarà chiaro, onesto, competente.
Sono venuto qui per vincere, non per fare la villeggiatura. Ho avuto rassicurazioni dalla società sul budget necessario per ricostruire una squadra che è ridotta a 6-7 elementi. Avremo il ritiro che inizierà con una squadra e finirà con un’altra”.
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