Il Bari cerca di voltare pagina dopo la pesante sconfitta subita contro il Pescara, un risultato che ha umiliato l’intera tifoseria e che rischia di compromettere la già difficile rincorsa verso la salvezza. Ma la squadra di Longo ha subito l’occasione di rifarsi, ospitando la Reggiana allo stadio ‘San Nicola’ in un’altra delicata sfida salvezza.
Per affrontare i vari temi legati a questa gara e per fare un piacevole tuffo nel passato biancorosso, abbiamo intervistato un doppio ex di Bari e Reggiana: Angelo Terracenere, che si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Borderline24.com.
Pescara-Bari, “la” partita di Angelo Terracenere. Come l’ha vissuta dal punto di vista emotivo?
“Devo essere sincero, è stata una gara dal grande significato per me, visto che ho giocato in queste due squadre. Bari mi ha cresciuto calcisticamente, mentre Pescara è una piazza bellissima. Certo, non arriviamo al tifo dei tifosi baresi, questo è poco ma sicuro. Vivo questa partita con grande emozione e coinvolgimento”.
Se il Bari è la sua squadra del cuore, il Pescara viene subito dopo. A cosa è dovuto questo feeling tra lei e la piazza abruzzese?
“Perché in campo davo tutto me stesso. Quando sono andato a Pescara qualcuno non era convinto di me: pensavano che a trent’anni fossi già finito come calciatore. Invece ho giocato alla grande e i tifosi hanno apprezzato la mia generosità, il carattere e la grinta. Si sono innamorati di questo Terracenere. Ancora oggi, quando vado a Pescara, ricevo attestati di stima e questo per me è un grande orgoglio. Dopo tanti anni essere ancora ricordato per quello che ho fatto per il Pescara calcio è una soddisfazione enorme”.
Tornando alla partita di domenica scorsa, da una parte una squadra che ha lottato col coltello tra i denti, dall’altra una che sembrava passeggiare…
“Si può dire anche il contrario...SEGUI IL LINK PER LEGGERE LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA:
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Nicola Lucarelli
Borderline24.com


