Angelozzi, un insuccesso annunciato?
di Andrea Dipalo

Tra i tanti colpevoli della stagione fallimentare del Bari calcio, probabimente un posto in prima fila è occupato dal ds Guido Angelozzi. Il suo arrivo nel capoluogo pugliese la scorsa estate fu accolto con grande scetticismo da parte di stampa e tifosi, soprattutto in relazione al suo passato. D’accordo, sostituire un ‘mostro sacro’ come Perinetti, capace di portare a Bari giocatori motivati e sempre funzionali alla causa biancorossa, era un compito non facile per la società.
Tuttavia quella del ds siciliano era apparsa da subito una scelta al di sotto delle ambizioni di una tifoseria che voleva continuare a sognare ad occhi aperti. Il suo curriculum, poi, parlava chiaro: una retrocessione in C1 con la Fidelis Andria, una in serie B con la Reggina, il fallimento del Napoli e del Perugia entrambi in coppia con il fedele patron Gaucci. Poi il suo arrivo in Puglia, sponda Lecce, dove al suo primo anno colleziona una serie di insuccessi che sfociano nella retrocessione in serie B. Dopo un anno di limbo i pugliesi riconquistano la massima serie, ma l’illusione dura poco ed ecco una nuova retrocessione. La fallimentare programmazione del campionato successivo portano Semeraro a sollevare il ds dal suo incarico già a inizio campionato.
Il suo approdo a Bari è solo l’inizio di una sciagurata avventura che ha portato i galletti a sprofondare sempre più in basso. Sarà il caso di dire che era un insuccesso già annunciato? Il timbro Angelozzi è segno di retrocessione? O magari alla base dei tanti risultati negativi maturati durante le sue esperienze, ci sono solamente tante coincidenze sfortunate?
Fonte: di William Amoruso per fonte non consentita.com





