
La serie B è dietro l’angolo. Ormai è una pura questione aritmetica. Il Bari non c’è più, con la gambe e con la testa. E nemmeno il cuore, il carattere sorreggono una squadra che ieri all’Olimpico ha perso anche quel briciolo di dignità che pure negli ultimi giorni era stata invocata dagli stessi giocatori. Solo il portiere-capitano Gillet ha davvero dimostrato l’attaccamento alla maglia, parando tutto quello che c’era da parare, se si fa eccezione per l’improvvisa e chirurgica stilettata di Hernanes che ha fruttato i 3 punti alla Lazio.
Una prova sconcertante quella offerta dal Bari che ha lasciato negli spogliatoi la spada, per prestare il fianco ad un avversario che avrebbe potuto maramaldeggiare se non ci fosse stato il prodigo Gillet. Una involuzione in piega regola, sotto il profilo tecnico, tattico e caratteriale. E dire che i giocatori, per tutta la settimana, avevano promesso di scendere in campo con grinta e determinazione. Qualcuno si era lasciato persino andare all’ottimistica previsione di poter ripetere l’impresa del campionato scorso. Ma, il presunto bis si è trasformato ben presto in una utopistica rappresentazione del nulla. Ben 21 tiri della Lazio, appena uno, quasi steccato da Donati, da parte del Bari. Ancora una volta i numeri, impietosi, hanno fotografato non solo l’andamento della gara, ma anche l’incedere di una squadra che sembra ormai rassegnata alla retrocessione. Eppure ci sarebbe una maglia da onorare e una stagione da concludere almeno in maniera dignitosa. Anche Mutti allarga le braccia, quasi fosse conscio di quanto sia ormai impossibile quell’impresa che lui stesso aveva definito disperata, al momento dell’insediamento sulla panchina biancorossa. “Siamo scesi in campo timidi e dimessi. Così non va”.
E’ un Bari alla deriva, che continua a pagare gli errori d’impostazione da parte della società, il pressapochismo, la superficialità, la pochezza tecnica e lefacili illusioni.
Come ha sempre fatto finora, Andrea Masiello esce dal coro, senza peli sulla lingua: “Il grande errore quest’anno è stato quello di aver sopravvalutato la squadra del campionato scorso. Una formazione troppo inesperta e giovane che era riuscita a costruire il suo grande campionato sull’entusiasmo, ma che andava rifondata. C’era il rischio che alle prime sconfitte saremmo andati nel panico, e così è stato. Stiamo facendo un campionato ridicolo. Ormai da mesi diciamo sempre le stesse cose e puntualmente ogni domenica ripetiamo le stesse brutte figure”.
Una testimonianza eloquente di quello che il Bari ha espresso e continua ad esprimere in questa tormentata stagione. E la condanna alla serie B è un epilogo ancor più triste e amaro.
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