18/11/2025, 21:05

19/11/2025, 9:39
19/11/2025, 11:22
19/11/2025, 15:03
19/11/2025, 15:33
MontyD81 ha scritto:Ragionamento che può andar bene in una piazza di piccole dimensioni e con un basso bacino di tifosi ma non per Bari, sesta città metropolitana d'Italia per popolazione, con il terzo stadio più grande d'Italia e con una storia che ci vede al 19° posto nella classifica perpetua della A nonché al tredicesimo posto per tradizione sportiva.
A Bari serve una proprietà che abbia le palle di investire in maniera lungimirante per riuscire ad autofinanziarsi una volta stabilizzati in A grazie a strutture di proprietà e la valorizzazione del settore giovanile, seguendo il modello di Atalanta e Bologna oppure, senza andare troppo lontano, del Napoli mentre qui continuano a gestire in maniera scriteriata ricostruendo anno dopo anno la rosa, andando alla ricerca delle occasioni o delle briciole lasciate dalle altre squadre, buttando inutilmente soldi nel cesso pagando stipendi importanti ad ex giocatori.
L'osso del collo, caro Luigi, te lo stai rompendo da solo e se non ti sta bene, anticipa di un paio di anni i tempi e vai via da Bari perché siamo stanchi di essere la barzelletta d'Italia ed anche se dovessimo ripartire dalla D, stai sicuro che non sentiremmo la tua mancanza.
19/11/2025, 22:43
Per salire senza spendere cifre folli, sarebbe bastato confermare la squadra che per due minuti non è salita in A, aggiungendo un paio di rinforzi, d'altronde i calciatori in rosa erano per la maggior parte del Bari o del Napoli ma hanno ben pensato di saccheggiare tutto ciò che aveva valore e mandare altrove chi ci era stato girato in prestito e di sicuro in A non ci vai ricostruendo anno dopo anno la squadra. Per mettere in piedi una squadra competitiva senza spendere grosse cifre, sarebbe bastato in questi anni mettere in rosa qualcuno dei calciatori di valore che da Napoli vengono mandati in giro per l'Italia ma da noi vengono girati solo gli scarti che non riescono a piazzare altrove.angioletto ha scritto:MontyD81 ha scritto:Ragionamento che può andar bene in una piazza di piccole dimensioni e con un basso bacino di tifosi ma non per Bari, sesta città metropolitana d'Italia per popolazione, con il terzo stadio più grande d'Italia e con una storia che ci vede al 19° posto nella classifica perpetua della A nonché al tredicesimo posto per tradizione sportiva.
A Bari serve una proprietà che abbia le palle di investire in maniera lungimirante per riuscire ad autofinanziarsi una volta stabilizzati in A grazie a strutture di proprietà e la valorizzazione del settore giovanile, seguendo il modello di Atalanta e Bologna oppure, senza andare troppo lontano, del Napoli mentre qui continuano a gestire in maniera scriteriata ricostruendo anno dopo anno la rosa, andando alla ricerca delle occasioni o delle briciole lasciate dalle altre squadre, buttando inutilmente soldi nel cesso pagando stipendi importanti ad ex giocatori.
L'osso del collo, caro Luigi, te lo stai rompendo da solo e se non ti sta bene, anticipa di un paio di anni i tempi e vai via da Bari perché siamo stanchi di essere la barzelletta d'Italia ed anche se dovessimo ripartire dalla D, stai sicuro che non sentiremmo la tua mancanza.
Condivido molto poco il tuo discorso. Dela ha detto cose che sono assolutamente corrette sia sulla sostenibilità che sulla necessità di affidare alla serie B il compito di valorizzare i settori giovanili e di farlo principalmente con ragazzi italiani. Il disastro che da anni registriamo a livello di nazionale è figlia anche di questo uso indiscriminato di stranieri anche nei campionati primavera.
Quanto al Bari ed alla multiproprietà secondo me continuate a non vedere con obiettività il problema. La proroga, come scrivevo mesi fa, è stata fatta molto male ed ha finito per danneggiare tutti, i tifosi in primis ed anche la proprietà. Cerco di essere più chiaro. Per andare in serie A devi spendere un bel pò di soldi e non è detto che sia sufficiente, stiamo parlando di calcio e non di finanza, quindi non è sicuro che spendendo riesci a centrare al primo colpo l'obiettivo. Quindi sei costretto anno dopo anno ad aggiustare il tiro spendendo sempre di più. Se per andare in serie A ci vogliono tanti soldi, per rivendere la società una volta raggiunta, hai praticamente qualche settimana. Quindi o hai un'accordo prima di salire oppure hai quasi la certezza che non recupererai nemmeno i soldi investiti per centrare l'obiettivo. Per questo secondo me i Dela, stanno tentando di salire, spendendo il minimo possibile, che sinora si è rivelato insufficiente. Bastava, come scrissi qualche mese fa sollevando le ire di alcuni, inserire un obbligo da parte della Federazione che una volta saliti in A, la squadra fosse amministrata da un trust nominato dalla Federazione stessa, per una durata ragionevole che mettesse nelle condizioni la squadra, di partecipare alla serie A e la proprietà, di venderla ad un giusto prezzo. Invece, siamo qui, che diciamo peste e corna dei Dela, ma che in realtà a mio avviso, stanno facendo esattamente quello che qualsiasi altro imprenditore avrebbe fatto al loro posto...