
Un dettaglio anagrafico finisce al centro degli approfondimenti sull’operazione che portò Elia Caprile dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, i consulenti della Procura avrebbero rilevato un errore nella documentazione utilizzata per determinare il valore del portiere: nella perizia Caprile sarebbe stato indicato come nato il 10 gennaio 1997, risultando quindi avere 26 anni al momento della valutazione.
Caprile, invece, è nato il 25 agosto 2001 e all’epoca aveva 21 anni.
Una differenza che, secondo i consulenti dell’accusa, avrebbe avuto un peso nella determinazione del valore del calciatore, considerando il diverso potenziale economico attribuibile a un giovane portiere emergente rispetto a un giocatore di età superiore.
Nell’ambito dell’inchiesta viene inoltre contestata la congruità dei 2,2 milioni di euro riconosciuti al Bari per la cessione. Caprile, dopo il passaggio al Napoli e le successive esperienze, è stato poi acquistato definitivamente dal Cagliari nel 2025 per una cifra complessiva indicata intorno agli 8 milioni di euro.
Un ulteriore elemento che si inserisce nel quadro degli accertamenti riguardanti le operazioni economiche della società biancorossa.
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