
“Contro il Bari come fosse l’Inter”. Parte così, con il monito di Reja, la settimana biancoceleste che porterà all’impegno casalingo contro il fanalino di coda della massima serie. “Brescia deve essere solo una partenza”, a Formello sono banditi cali di concentrazione, è vietato snobbare i pugliesi, nonostante i 30 punti di distacco in classifica. E’ ora di accelerare, di lanciare la volata europea. L’avvertimento era scattato già domenica pomeriggio dopo il successo con le “rondinelle”, quando il goriziano ha ammonito sui rischi del prossimo turno: “Il Bari è ultimo in classifica, questo tipo di gare mi fanno molta paura, non vorrei che i miei accusino un calo di tensione”. Il concetto è stato ribadito questo pomeriggio, a pochi minuti dalla ripresa dei lavori. Questa volta più che una riunione tecnico-tattica post-gara, è stata una seduta motivazionale preventiva. I passi falsi commessi all’Olimpico con Catania, Lecce e Chievo insegnano: è negli incontri tra le mura amiche con le squadre di medio-basso cabotaggio che Reja ha intravisto il limite del suo gruppo ma “da oggi queste partite non possiamo più sbagliarle”. Tredici tappe al traguardo, da tagliare anche grazie all’aiuto di un’inattesa abbondanza di uomini dalla cintola in su. Dalla definitiva esplosione delle seconde linee Gonzalez e Kozak, al ritorno in pianta stabile di Floccari e di Matuzalem, passando per la crescita di Sculli: ora, anche coloro che prima erano considerati capisaldi indiscussi, come Brocchi e Zàrate, rischiano di accomodarsi in panchina
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