Il doppio ex di Bari e Padova: "Se la squadra retrocede, si complica tutto"
La pesante sconfitta interna contro il Südtirol ha avuto ripercussioni significative non solo in classifica, ma sull’intero ambiente biancorosso. Il Bari di Moreno Longo è ora chiamato a una vera e propria impresa per evitare la retrocessione in Serie C, a partire dal prossimo match contro il Padova.
Per approfondire i vari temi di questa sfida e fare un piacevole tuffo nel passato biancorosso, abbiamo intervistato un doppio ex di Bari e Padova: Carlo Perrone, che si è concesso in esclusiva ai microfoni di Borderline24.com.
Bari sconfitto in casa dal SudTirol e con un piede in serie C…
“Le premesse non sono ottimistiche, però mancano ancora 13 partite e c’è ancora tanto tempo, tanti punti, quindi bisogna pensare positivo. Occorre resettare e ripartire già dalla trasferta di Padova, lottando su tutti i palloni e non darsi per vinti”.
L’effetto Longo sembra essersi già esaurito…
“Non è che si possa risolvere tutto con una bacchetta magica, nessuno ce l’ha. Longo è il terzo allenatore che è stato cambiato quest’anno e si è dovuto adattare ad una squadra non costruita per lui e che non potuto preparare nemmeno dal punto di vista fisico e tattico: non è semplice lavorare così”.
Non sembra essere servita nemmeno la rivoluzione del calciomercato invernale…
“È difficile che il calciomercato di gennaio porti cambiamenti positivi. È un mercato complicato: quando sei in questa posizione di classifica, i giocatori più bravi tendono a non venire, anche se la piazza è importante. Preferiscono rimanere dove sono o andare dove ci sono situazione più agevoli, dove non rischiano. Inoltre, questi nuovi arrivi probabilmente non giocavano nella squadra di provenienza, quindi c’è stato poco tempo per prepararli”.
Dall’esterno, quali crede siano le problematiche di questo Bari?
“Ne potremmo elencare tantissime...SEGUI IL LINK PER LEGGERE LA SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO:
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Nicola Lucarelli
Borderline24.com


