Bari senz'anima sprofonda all'Olimpico
la reazione non c'è: la Lazio passa
I numeri sono impietosi: 15 punti in ben 26 giornate
Il rischio sino al termine è dare vita a un lungo calvario

Semplicemente vergognoso. Il risultato di misura è l'unica bugia a fin di bene di Lazio-Bari. Perchè l'1-0 finale non rende giustizia alla manifesta superiorità dei biancocelesti e non fotografa lo scempio dei biancorossi. Persino le critiche sembrano ormai esaurite nei confronti di un Bari che si sta lasciando morire nel modo più crudele possibile. Nemmeno il cambio di allenatore ha avuto il potere di risvegliare un briciolo di dignità in una squadra che si sta distinguendo soltanto per una miriade di record negativi. I numeri, d'altra parte, sono impietosi: 15 punti in 26 giornate, 14 reti realizzate ed un digiuno che si protrae da ben quattro turni, uno svantaggio dalla zona salvezza che sale addirittura ad undici punti. Mancherebbero 12 giornate alla fine del campionato, tre mesi pieni, ovvero una bella porzione di torneo. Ma per i biancorossi potrebbero rivelarsi sono un interminabile calvario verso il destino già segnato del mestissimo ritorno in serie B. Dati alla mano, in realtà, pare che il Bari nemmeno stia partecipando al massimo campionato.
Il club dei Matarrese sembra più uno spettatore che incassa settimanalmente la puntuale sconfitta. Che palese ingiustizia verso una delle due tifoserie (l'altra è l'Inter) che hanno incrementato gli abbonamenti rispetto allo scorso anno! Che figuraccia di fronte ad un pubblico che si è distinto solo per correttezza, pazienza e calore! In un tale disarmo, il match con la Lazio passa quasi in secondo piano. Ma forse è meglio non ignorare una gara che rappresenta un pò lo specchio di una stagione disgraziata. Già, perchè all'Olimpico il Bari è perennemente in balia dell'avversario, va sotto dopo appena sei minuti per effetto del gol di Hernanes, bravo a sfruttare l'assist di Sculli nel niente della difesa pugliese (complice anche un Gillet poco reattivo, ma anche questa non è una novità in questo campionato). Lo svantaggio non sveglia i galletti che vengono presi letteralmente a pallonate dalla truppa di Reja che non arrotonda solo per eccessiva leziosità.
In realtà, ci mette del suo pure Mutti che nel primo tempo presenta uno schieramento senza nè capo, nè coda. Un 4-3-2-1 che lascia l'unica punta Okaka abbandonato al suo destino, con Alvarez spaesato e senza posizione, così come Bentivoglio. Al di là degli errori tattici, però, sono gravi le colpe di un gruppo che non reagisce a nulla, che non mostra nemmeno un pizzico di furore e volontà. E la musica non cambia nella ripresa che almeno presenta una formazione più logica ridisegnata con il 4-4-2, sebbene con altre incongruenze (Donati largo a sinistra, Gazzi arretrato in difesa al momento dell'ingresso di Ghezzal e Rudolf). Nell'unica occasione creata, Castillo prima e Donati poi si mangiano un eventuale e immeritato pareggio.
Ma la Lazio non trema, continua a costruire e solo Gillet impedisce il punteggio tennistico. Insomma, solita storia di un anno assurdo. Il Bari è ultimo in tutto e forse parlare di ciò che resta di questo torneo è inutile. Molto più utile affrontare l'argomento futuro. L'auspicio è che la famiglia Matarrese comiuniche le sue intenzioni: vuole cedere il club? Se sì, che lo si faccia alle giuste condizioni. Vuole proseguire? E allora che investa per un progetto all'altezza delle aspettative di una città stanca di infinite umiliazioni.
Davide Lattanzi
21 febbraio 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere. ... 7881.shtml

