
Tempi duri per il presidente Vincenzo Matarrese contestato dai tifosi. Al suo fianco l’azionista di minoranza Nicola De Bartolomeo, alle loro spalle il dg del Bari Garzelli (foto Saverio De Giglio)
BARI – Il campionato del Bari si trascina stancamente verso una conclusione che è ormai attesa come una liberazione. Ancora 11 giornate in cui la squadra biancorossa sembra non avere ne la forza ne la voglia di dire ancora molto. Il distacco dal quartultimo posto cresce di domenica in domenica, in maniera direttamente proporzionale alla delusione dei tifosi. La cosa peggiore è la sensazione che il Bari questo campionato non lo abbia mai giocato. Fatta eccezione per le prime giornate, con gli illusori risultati di prestigio contro Juventus e Napoli, i biancorossi hanno quasi subito fatto campionato a sè.
I cinque mesi senza vittorie casalinghe sono un dato che meglio di qualunque altro spiega l’inadeguatezza tecnica, atletica e psicologica degli uomini prima di Ventura e poi di Mutti. I rinforzi di gennaio, quantitativamente abbondanti, si sono rivelati pressochè inutili. Rudolf dopo la fiammata di Torino si è presto andato spegnendosi.
Okaka non è andato al di là di due reti (una campanilisticamente importante ma illusoria contro il Lecce). Bentivoglio e Glik stanno facendo il possibile senza spostare però di molto gli equilibri della squadra.
L’arrivo di Mutti sembra quantomeno aver dato un po’ di equilibrio allo spogliatoio, sul campo e fuori. La mini-striscia di due partite senza sconfitte al San Nicola e i soli due gol al passivo sono un contributo a un finale di campionato dignitoso. La fase offensiva resta un tabù, se si considera che in tre partite l’unica rete è stata quella di Ghezzal quasi a tempo scaduto contro la Fiorentina grazie a un colpo tirato fuori dal cilindro da fuori area.
La partita contro l’Udinese di domenica prossima sembra più un incubo che un’opportunità, dal momento che i friulani sono un piccolo Barcellona che fa davvero paura. Ogni partita fa storia a sè, ma certo il 7-0 rifilato da Sanchez e compagni al Palermo costituisce un biglietto da visita che fa tremare i polsi.
Parola d’ordine limitare i danni, per evitare di non trasformare in farsa un’annata già di per sè maledetta. Queste undici settimane dovranno servire più che altro a capire cosa accadrà la prossima stagione a livello societario. Se con la serie A e la cessione di giocatori eccellenti i bilanci biancorossi piangono, è facile immaginare quali sforzi servirebbero per allestire una squadra competitiva in serie B. Risalire subito è tutt’altro che facile. Chiedere informazioni al Torino che da anni è nelle sabbie mobili della serie cadetta a dispetto di investimenti sostanziosi.
Ventura ha dato più o meno ufficialmente la disponibilità a tornare a Bari per “farsi perdonare” quest’ annata disastrosa. Il gioco del tecnico ligure in serie B potrebbe essere un valore aggiunto capace di colmare il gap con avversari che probabilmente saranno più attrezzati qualitativamente. Sperare di trattenere (ammesso che ci sia la volontà di farlo) giocatori come Barreto, Almiron, Belmonte e Andrea Masiello è utopia. Accaparrarsi Ventura già ora per la prossima stagione prima che qualche neopromossa o il Parma di turno faccia un’offerta allettante sarebbe importante. Un tentativo minimo di programmazione per lasciare intravedere nel futuro un barlume di speranza.
Sergio De Napoli
fonte: barisera.net






