24/02/11 - Anche la tattica fa crac...
Inviato: 24/02/2011, 13:10
Un dato eclatante delle ultime uscite stagionali del Bari è, oltre alla poca, anzi scarsa, vena realizzativa della formazione, la facilità con cui si è cambiato modulo nelle ultime giornate. Un paradosso, in confronto a quanto accaduto qualche mese fa, allorquando, in conferenza stampa, alla vigilia di ogni match, era quasi da prassi porre una domanda su questo argomento a mister Ventura, il quale, prontamente, ribadiva che non aveva gli uomini adatti e nelle condizioni di forma giuste per pensare ad un cambiamento nella disposizione del suo scacchiere tattico.
Nelle ultime 5 gare, i galletti hanno cambiato per 4 volte modulo di gioco. Il primo dato di fatto è che a gennaio è arrivato un giocatore (Bentivoglio, ndr), che permette al Bari di avere un po' più di fantasia e di imprevedibilità alla manovra, alla luce, poi, del deficitario rendimento di Almiron. A sostegno di questa tesi c'è anche il cambio di allenatore, avvenuto due settimane fa, il che apporta, inevitabilmente, nuove idee da mettere in pratica, seppure il tempo sia molto ristretto. E' anche vero, però, che in questo mese di gare ufficiali il Bari ha avuto di fronte Cagliari, Inter, Brescia, Genoa e Lazio: cinque squadre di cui tre, forse, alla portata del galletto. Il bottino raccimolato, ahinoi, è molto povero: 1 punto, 1 gol fatto e 8 reti subite. Troppo poco per una squadra, che in questo mese doveva rialzare quelle già poche speranze salvezza.
E' paradossale che una squadra, che deve scendere in campo per tornare a casa con dei punti, cambi sistematicamente modulo di gioco così come ci si cambia un paio di scarpe nel corso di una giornata. Le altre squadre ci insegnano che i cambi di rotta avvengono passo dopo passo, magari con novità tattiche provate e riprovate in allenamento o nei ritiri, estivi o invernali che siano. Supposto che ci siano gli uomini adatti per poterlo fare, cambiare il sistema di gioco può essere deleterio per una squadra in crisi di risultati, ma soprattutto con un morale ben al di sotto dei famosi tacchi.
Il Bari attuale, quello della versione Mutti, assume, il più delle volte, i tratti di una formazione rugbistica, alla conquista degli spazi di gioco con lunghi rilanci da una parte all'altra, mostrando, inoltre, palesi difficoltà in fase di possesso palla, non solo per la scarsa condizione della quasi totalità del reparto mediano, ma anche per lo scorretto posizionamento in campo dei giocatori, spesso schierati in reparti non congeniali alle loro caratteristiche. Di esempi ce ne sono tanti. Alvarez in attacco è forse il più eclatante. La gara contro il Genoa e il secondo tempo di Roma con la Lazio hanno dimostrato che nulla al mondo potrà staccare il Bari dal suo patentato 4-4-2. Che si sviluppi il gioco sulle fasce o per via centrale, poco importa. Un centrocampo a 4 permette ai biancorossi di esprimersi un tantino meglio, rispetto a quelle volte in cui si preferisce una mediana a 3. Questa constatazione può e deve essere un punto di partenza per mister Mutti, alle prese con l'ardua ricerca del bandolo della matassa, in termini di conoscenza della squadra. A 12 giornate dalla fine del campionato, non si può costruire su quello che, di sfasciato, ti consegna il passato, ma riparare, alla men peggio, il riparabile, senza mandare in confusione i giocatori, artefici a metà di questo pessimo campionato.
fonte non consentita.com