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28/02/11 - Pari inutile tra Bari e Fiorentina in un clima surreale

MessaggioInviato: 28/02/2011, 17:02
da LATINOBARI
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Mah! Che tristezza, al San Nicola, tra chi va in B accompagnato da una conte­stazione “ panolada” e chi butta via anche l’ultima oc­casione per dare un senso ai rimanenti tre mesi di una stagione già ampiamente deludente. Ecco un pareg­gio inutile, che aggiunge so­lo tecnicamente un punto al­le classifiche di Bari e Fiorenti­na, ma che to­glie definitiva­mente alle due squadre le ulti­me rispettive speranze di ri­scatto. Se ne fa poco Gilardino del suo gol numero 200 da pro, autentica invenzione che ha illuso a lungo i viola, fino alla perla finale di Ghezzal, autore della rete del pareggio, suo primo si­gillo barese, di scarsa pro­spettiva per la formazione di Mutti, incapace ormai da mesi ( cinque) di vincere e dunque destinata a una or­mai quasi certa retrocessio­ne.

POCO SENSO - Un Bari co­stretto a giocare prima con­tro se stesso, irriso dai tifo­si, impietosi con Castillo, caustici con Matarrese, in­vitato ad alzare le mani e ad andarsene. Bene, in questo clima “ favorevole”, una squadra senza patemi di classifica, reduce da stagio­ni gloriose, avrebbe potuto giocare al gatto col topo. Trovatasi oltretutto in van­taggio, senza aver fatto troppo per meritarlo, la Fio­rentina del tonitruante Mi­hajlovic, ha vivacchiato nel primo tempo, sparendo len­tamente nella ripresa, smarrita dopo un quasi as­sist- autogol di Boruc ( 16'), capace di colpire Donati con un goffo rinvio, con il pallo­ne che esce sopra la traver­sa a porta vuota. Un episo­dio ridicolo ma significativo del livello raggiunto dal match. E dire che fino a po­chi minuti dalla fine, Gila e compagni era­no a quota 36, finalmente nella parte si­nistra della classifica, a - 5 dalla Juve, alla vigilia di un paio di partite, Catania e Chievo, che in teoria avreb­bero potuto significare un incredibile rilancio euro­peo. Ma per questa Fiorenti­na postprandelliana si tratta di discorsi accademici. Con questo Ljajic, con questo Mutu, con un’autostima di gruppo come quella mostra­ta a Bari, il dodicesimo po­sto è il suo. Mutti per lo me­no ieri si è goduto l’impegno più che onesto del norvege­se Huseklepp, deb dal pri­mo minuto, alla fine il mi­gliore in campo: dato signi­ficativo, con tutto il rispetto per l’attaccante scandinavo.

L’ILLUSIONE - L’immagine che meglio di ogni altra illustra il senso iniziale del match è quella del vantaggio viola. Un gol, ovvero il massimo, ottenuto con il minimo sfor­zo. Montolivo è salito a de­stra, e ha cercato Gilardino sul vertice opposto dell’area piccola. Glik ha guardato prima la palla poi Gila, che a sua volta è sembrato sor­preso dalla traiettoria e dal­la libertà concessa dall’ex palermitano. Ma il bomber non è uno ripescato dalla piena: ha controllato, si è gi­rato e con calma ha trovato l’angolo opposto alla sini­stra di Gillet, impietrito ( 21'). Messe le cose in disce­sa, la Fiorentina ha conti­nuato a girare in folle, sen­za accelerazioni, senza vo­glia di chiudere la partita. Pochissime le note prima del riposo.

IL PAREGGIO - Mutti è riparti­to risistemando la difesa, dentro Rinaldi per Raggi, Masiello a destra, poi ha al­ternato Donati con Bentivo­glio ( 11') e alla fine ( 27') ha buttato dentro Ghezzal per Romero. Dall’altra parte Mihajlovic è stato “ costret­to” a togliere prima Ljajic ( per Vargas), poi Mutu ( per Cerci), due fantasmi, cer­cando di dare spinta sugli esterni e infine ha inserito anche Camporese al posto del dignitoso Behrami, a protezione del fortino viola, messo sottopressione so­prattutto dalla forza di vo­lontà di Gazzi e dalla vena inesauribile di Huseklepp. E mentre la Nord si sgolava contro Matarrese, le grida si sono trasformate per un attimo in un grido di gioia davanti allo splendido gol di Ghezzal ( 42'), bravo a trova­re lo spazio giusto fuori dal­l’area, lesto a raccogliere una respinta della difesa viola e a cogliere l’incrocio dei pali con un tiro di ester­no destro, bellissimo quanto inutile. Già, inutile, come questo Bari- Fiorentina.


Corriere dello Sport-Stadio