Domenico De Bartolomeo
«Matarrese non può continuare da solo» A dirlo è Nicola De Bartolomeo, l'unico imprenditore barese che tre anni fa raccolse l'invito del presidente ad affiancarlo nella gestione del Bari. L' ex numero uno della Confindustria pugliese entrò in società con il 10% delle quote. Sembrò l'inizio di un nuovo corso, e invece il suo è rimasto un caso isolato, nonostante nel frattempo la squadra stravinceva il campionato cadetto e l'anno successivo chiudeva al decimo posto il torneo di serie A.
«Di persone che si avvicinano al Bari ce ne sono, ma poi si fanno troppi calcoli. Invece, per avventurarsi nel calcio, ci vuole soprattutto cuore e coraggio». A maggior ragione ora che il Bari sta precipitando in serie B ed è tutt'altro che scontato che al timone del club biancorosso anche la prossima stagione ci sia Matarrese, che da qualche tempo manifesta sintomi di stanchezza. «Lo capisco, perché quando le cose vanno male avverti tutto il peso di cosa sta succedendo. Nonostante i suoi sacrifici, alla fine la gente se la prende con lui e non lo ritengo giusto. Mica è semplice che una famiglia regga per tanto tempo le sorti di una squadra. Bisogna andare verso nuovi modelli di gestione, è necessario che il sistema si compatti intorno a una società sportiva. Altrimenti, non si può restare ad alti livelli». De Bartolomeo non ha mai nascosto le proprie simpatie per l'azionariato popolare, soluzione che sarebbe anche innovativa per il calcio italiano. «A me piacerebbe tanto un Bari che sia anche dei suoi tifosi. Ritengo che si possa pensare a una formula mista, con un gruppo di imprenditori, possibilmente giovani, al timone, e una forte azione di sostegno popolare. Darebbe anche una bella immagine della città[I]». In ogni caso, nega che il Bari, a causa del fallimento della stagione sportiva, possa andare incontro ad un crac anche dal punto di vista finanziario. «[i]Non accadrà, ma non si può sempre pensare che siano sempre le stesse persone a fare sopravvivere il calcio a Bari. Sì, il presidente ora è scoraggiato, ma il suo amore per il Bari va oltre ogni ostacolo. Solo che si deve cambiare modello di gestione: una società di calcio non deve essere solo legata al risultato sportivo, servono altre dinamiche».
Enzo Tamborra
Repubblica


