
«Una grande prestazione,
ma ho sempre
pensato che nel calcio
chi segna merita di vincere».
Davide Nicola, tecnico dalla filosofia
zen. Il Crotone cade in
Sardegna, rimane in fondo alla
classifica e il tecnico pianifica
con flemma anglosassone: «Sul
primo gol ci siamo schiacciati
troppo con i centrocampisti,
non siamo usciti su in pressione
Di Gennaro. Il 20 è nato da una
buona ripartenza del Cagliari
ma c’è stata un deviazione. Siamo
stati bravi a limitare Sau,
Borriello e altri avversari importanti.
Ce la siamo giocata».
IN CORSA Nicola taglia corto
sulla panchina traballante
(«Per me in settimana ha parlato
la società») e guarda avanti:
«Siamo tra le prime cinque
squadre della A per quantità di
corsa, dobbiamo migliorare
nella qualità. Il Crotone ha solo
bisogno di tempo per convincersi
dei propri mezzi. Abbiamo
tanti esordienti in A che cominciano
a prenderci gusto. Sapevamo
che sarebbe stato difficile
ma dopo partite come questa,
giocate con personalità, sono
più tranquillo». L’allenatore dei
calabresi chiude sull’arbitro
Giacomelli: «C’è stato un confronto
a fine partita, è stato
educato e ci ha detto la sua. Ma
noi dei 3’ di recupero, con i giocatori
del Cagliari che come
chiunque altro al loro posto sono
stati abili a perdere tempo,
ne avremmo giocato sì e no 40
secondi».
PALOMBELLA Da Nicola ad
Adrian Stoian. L’autore della
pregiata palombella dalla distanza,
si gode l’attimo: «Rafael?
Non ho visto dov’era, ho solo
pensato a metterla in area
confidando in una deviazione.
Ho avuto un po’ di fortuna. Dal
21 siamo stati pericolosi e abbiamo
avuto almeno tre palle
gol. Ma non siamo stati precisi».
L’esterno rumeno non ha
dubbi: «Speriamo dopo la sosta
di tornare finalmente allo Scida:
l’aiuto del pubblico ci sta
mancando, l’anno scorso i nostri
tifosi sono stati decisivi. Un
avvio difficile? La A è così, ce lo
aspettavamo. Ma, ad esempio
con Palermo ed Empoli, potevamo
fare di più». Dal numero 12
a Diego Falcinelli. La punta è
stata un po’ l’incubo di Ceppitelli
e soci. A fine gara, un’analisi
sofferta e con rammarico:
«Prendiamo due tiri in porta e
fanno due reti. Il Cagliari ha fatto
un grande mercato e ha un
organico competitivo. Ma non
siamo stati bravi a capitalizzare
pressione, possesso palla e manovra».
Gazzetta dello Sport






