Fine di un sogno...

Ammettiamolo, questa Italia ci ha fatto sognare ed illudere. Dopo aver battuto la Germania e dato lezioni di calcio ai "maestri" inglesi, speravamo di poter fare l'impresa contro i campioni in carica, ma sul campo non c'è stata partita. La Spagna in questo europeo non si era espressa sui suoi livelli, mentre l'Italia era andata oltre le piu' rosee aspettative e possibilità.
La finale di Kiev è stata merito assoluto di Cesare Prandelli, tecnico che è riuscito a rivitalizzare un ambiente depresso e a dare un gioco a questa nazionale avendo a disposizione pochi campioni e tanti giocatori volenterosi. Ma in questa finale il buon Cesare ha sbagliato molto. Innanzitutto sapeva del pressing alto dei centrocampisti spagnoli e non ha preso contromisure. In questo modo, specie nel primo tempo, non riuscivamo a creare nulla e siamo stati tagliati a fette dalle verticalizzazioni tremende degli iberici. Se nella prima partita abbiamo messo in difficoltà gli spagnoli col centrocampo a cinque e De Rossi "libero" di far gioco, perchè non hai replicato l'idea? Ma il nostro ct ha sbagliato anche formazione, schierando un Chiellini a mezzo servizio, quando avevamo un Balzaretti scalpitante e che di professione fa il terzino sinistro. Siamo andati sotto di due goal e rimontare contro una squadra che ha una difesa impenetrabile era pura utopia. Il suicidio "calcistico" si è concluso con il cambio di Thiago Motta al 55' del secondo tempo: a cosa serviva un giocatore con quelle caratteristiche in quel frangente? e soprattutto perchè giocarsi tutti i cambi al 55' della ripresa con una squadra in condizioni fisiche pessime? Interrogativo a cui dovrà rispondere l'ottimo Prandelli.
Alla fine siamo stati ovviamente travolti dai piu' forti. L'Italia deve ripartire da questa finale, da questo ct e da alcuni giocatori cardine come Marchisio, Barzagli, Pirlo e compagnia bella. Grazie Cesare, grazie ragazzi, ma la finale è già stato un gran risultato! Alla prossima.
Nicola Lucarelli
Orgogliobarese.it