Ritorna "Ex con Orgoglio", la rubrica di Orgogliobarese.it dedicata agli ex calciatori del Bari . Sino ad ora abbiamo intervistato grandi capitani biancorossi come Igor Protti o Emiliano Bigica, e non poteva quindi mancare un altro grande capitano e leader del Bari di qualche anno fa: Gigi Garzya.
Intervista realizzata da un nostro nuovo collaboratore, Serafino Ruccia. Di seguito le domande poste da Serafino all'ex terzino biancorosso.
Ciao Gigi, la redazione di orgogliobarese.it ti ringrazia per la disponibilità e sono convintissimo che i lettori e gli utenti saranno contenti di poter leggere l’intervista rivolta ad una ex Capitano nonché icona del calcio barese. Inizio l’intervista con il chiederti di spiegarci quali sono stati i reali motivi che ti hanno spinto a dover lasciare la maglia del Bari, dopo l’esclusione tua e di Franco Mancini dalla rosa a disposizione di Mr Fascetti.
"Innanzitutto saluto tutta la redazione di orgogliobarese.it e vi ringrazio per questa intervista. Mi fa molto piacere rispondere alle vostre domande, e allora inizio subito!Come sapete un buon capitano oltre che essere il collante di una squadra, deve nel bene o nel male fare da portavoce per tutti, ed è quello che ho sempre dimostrato. Infatti la questione che mi avete sottoposto deriva proprio da questo. Non metto in dubbio la bravura di Mister Fascetti ma la serenità di una squadra e la complicità tra colleghi è fondamentale per i risultati. Purtroppo vigeva un malcontento generale ed io non potevo far altro che sottoporre il problema alla società. La decisione di quest ultima è stata quella di tutelare il Mister e mettere me e il mio caro Franco fuori rosa. E' giusto che la società faccia le sue scelte ma vi assicuro che il trattamento che ci è stato riservato non è stato per niente carino e umano. A questo aggiungiamo la delusione più grande, ossia l'indifferenza dei miei compagni dinanzi a tale scelta, dato che nessuno ci ha sostenuto e difeso nonostante le mie parole che, seppur emesse dalla mia bocca, rappresentassero il pensiero di tutti. Come si dice: ognuno salva se stesso e questo mi ha molto ferito."
Eppure c’è chi avrebbe giurato che tu e Mancini avreste probabilmente chiuso qui la carriera a Bari in quanto due “bandiere” come Voi significavano serietà, impegno, dedizione in campo nonchè attaccamento alla maglia. Non sono io il solo a dirlo, basterebbe guardare i filmati delle partite in cui Voi recitavate il ruolo da protagonisti. Cosa hai provato quando hai dovuto “cambiar casacca” in maniera forzata?
"Vi assicuro che anch' io ci avrei giurato tanto che le mie scelte sono andate oltre il calcio. Ho anche acquistato casa a Bari, convinto di rimanere nel capoluogo pugliese fino alla fine della mia carriera, ma purtroppo questo lavoro fantastico ti riserva anche sorprese che ti spiazzano e allora non puoi far altro che accettare e con l'amaro in bocca fare le valigie e cambiare casacca. L'unica consolazione è stata quella di non aver giocato mai contro di voi! (se non ricordo male)!"
Con la maglia del Bari hai totalizzato la bellezza di 116 presenze. Di primo acchito sapresti dirmi quale la partita migliore pensi di aver giocato con la maglia del Bari? E quale invece, secondo te, fu la partita più bella disputata dal collettivo Barese nel periodo in cui tu difendevi e spingevi sulla fascia destra?
"Ho disputato diverse partite da protagonista, (anche in negativo) sempre con la stessa intensità e convinzione, ma la più intensa e che porto nel cuore è quella disputata al San Nicola (cornice di pubblico meraviglioso), nell' ultima gara del campionato di serie B che ha decretato la promozione insperata in serie A. Che emozione!"
Quindi Garzya era il Capitano del Bari, il vice era Franco Mancini che, come ben sappiamo, purtroppo oggi non è più tra noi. Abbiamo avuto anche modo di ricordarlo nel Memorial organizzato dalla moglie di Franco, Chiara Carpano, lo scorso Settembre 2012 in una Sala Conferenze della Fiera del Levante di Bari. Essendo stato grande amico di Franco, quali sono i maggiori ricordi che ti legano al “giaguaro”?
"Prima di rispondere a questa domanda, vorrei sottolineare la mia grande delusione nel constatare che, nel giorno del funerale del mio amico erano assenti tutti i protagonisti di quelle stagioni, (fatta eccezione per Dodo Giorgetti, Luca Gentili e Gianni Indiveri). Franco non meritava questo trattamento perchè vi assicuro che oltre che essere un grande professionista era soprattutto un grande uomo. Ho tanti ricordi che mi terranno sempre legato a lui e mi ritengo fortunato per averlo vissuto in prima persona dentro e fuori dal campo. Mi riempie di orgoglio sapere di aver incrociato il suo sguardo e aver trovato con lui una complicità che ci terrà legati per sempre!"
All’epoca in cui giocavi nel Bari allenava Mr. Eugenio Fascetti; che tipo di rapporto avevi instaurato con uno degli allenatori che ha collezionato più presenze sulla panchina biancorossa?
"Se ho potuto indossare la maglia biancorossa lo devo solo a lui, di questo gli sarò sempre grato. Ho sempre avuto un ottimo rapporto che purtroppo è venuto meno nell ultimo anno. Spero un giorno di poter parlare con lui e chiarire."
Con quale degli ex calciatori baresi di quegli anni ti senti ancora? Hai anche degli amici qui a Bari?
"Dei miei ex colleghi non sento nessuno, farei fatica a dimenticare l'episodio increscioso della mia esclusione dalla rosa. L'unico che sento con piacere è Gianni Indiveri. In compenso ho tanti amici che porto nel cuore e che non smettono mai di dimostrarmi la loro amicizia e stima quando sono a Bari."
Qui a Bari sei stato tanto osannato e ben accolto dalla tifoseria barese, così come è successo anche a Mr Antonio Conte. Eppure, ironia della sorte, entrambi siete di origini salentine. Come hai vissuto i derby disputati contro la tua squadra del cuore? Era un po’ difficile esultare un gol del Bari contro la squadra che ti ha fatto esordire sul grande palcoscenico chiamato “Serie A”, pur essendo conscio del fatto che tra i “cugini” Baresi e Leccesi c’è sempre stata grande rivalità?
"Ho disputato ogni partita con tranquillità con entrambe le maglie, orgoglioso di averle indossate entrambe. Spero sempre che questa "simpatica" rivalità possa incontrarsi in palcoscenici importanti come quelli della serie A, per il bene delle squadre e per l orgoglio dei tifosi pugliesi."
Hai smesso di giocare nel 2005 con la maglia del Taranto, dopo aver disputato una carriera brillante con diverse squadre, tra Serie A e B partendo dal Lecce, passando per la Roma, poi Cremonese e Bari. C’è qualche ex compagno, tra le squadre appena citate, che ti è rimasto particolarmente impresso per forza fisica e duttilità?
"Ho avuto la fortuna di giocare con grandissimi giocatori. Sono tanti ed è difficile ricordarli tutti. Da Totti a Giannini, Carnevale, Zambrotta, Perrotta, Cassano, Chiesa, Barbas, Pasculli, Aldair, e ancora tanti. Ognuno con il proprio stile classe e forza!"
Quando hai appeso le scarpe al chiodo hai ricoperto il ruolo di allenatore in seconda, per Lanciano, Crotone e Frosinone. Chissà se un domani allenerai il Bari, ma mi chiedo: da allenatore qual è l’assetto tattico da te preferito? Descrivicelo.
"Il mio modulo preferito è il 4-3-3, poichè molto offensivo e spettacolare. Ritengo però sia necessario, conoscere diversi moduli tattici, in modo da poter utilizzare i propri giocatori a seconda delle loro caratteristiche."
Chiudo l’intervista dandoti la possibilità di salutare i tifosi del Bari che ti leggeranno su Orgogliobarese.it
"Colgo l occasione per abbracciare tutti i tifosi che in questi anni mi sono stati vicini e che non smettono mai di dimostrarmelo. Vi ricordo con gioia e vi garantisco che è un emozione grande tornare nella vostra città.
Alla prossima!! E' sempre un piacere stare con voi!! Grazie ancora!! GIGI GARZYA"
Serafino Ruccia
Orgogliobarese.it











