
Non parlo spesso di calcio ma la squadra di una città non è un bene privato come gli altri. È un patrimonio collettivo che rappresenta l’orgoglio, la passione e l’identità di una comunità intera. Come sindaco di Bari non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città e mettendo a rischio un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutti noi.
Non desidero entrare in argomentazioni tecniche, che non mi competono e che spettano agli addetti ai lavori. Tuttavia, è evidente a chiunque segua il campionato che quest’anno ci sono stati errori gestionali e decisioni che hanno compromesso le possibilità di competere ai livelli che i tifosi e la città meritano.
Se non si interviene rapidamente con risorse adeguate e una visione chiara per il futuro, non potremo trarre altra conclusione se non questa: che a questa proprietà non interessa davvero il destino sportivo della squadra o il rispetto dei tifosi, e che l’unica prospettiva sarà quella di una umiliante retrocessione, con tutte le conseguenze, emotive ed economiche che ne deriverebbero per la nostra comunità. Questo è un esito che Bari, i suoi cittadini e i suoi tifosi non meritano, né sotto il profilo sportivo, né sotto quello del valore simbolico che la maglia biancorossa rappresenta per la città.
Io continuerò a pretendere che ci sia chiarezza e trasparenza nei rapporti con la città e impegni concreti da parte di chi ha responsabilità dirette nella gestione societaria. La tifoseria, i cittadini e tutta Bari meritano risposte concrete