
Una stagione anonima, frutto della mancata programmazione societaria, in un campionato ancora tutto da decidere.
La sconfitta del Bari contro la Carrarese ha evidenziato, ancora una volta, le fragilità di una squadra che sembra aver smarrito la propria identità. Nonostante il vantaggio iniziale, i biancorossi hanno subito l'ennesima rimonta, cedendo per 2-1 agli avversari. Questo copione si è ripetuto più volte nel corso della stagione: il Bari ha perso 12 punti in partite in cui era in vantaggio, subendo rimonte da squadre come Cremonese, Pisa e Spezia. Tali statistiche restano allarmanti e riflettono una mancanza di concentrazione e determinazione nei momenti cruciali. Ma ormai non è più una notizia.
Anche a Carrara la squadra, nel suo complesso e con rarissime eccezioni, è sembrata priva di stimoli, con giocatori che spesso camminavano in campo invece di lottare su ogni pallone. Questa apatia è sintomatica di un gruppo che ha perso fiducia nei propri mezzi e che fatica a trovare motivazioni. Esempio lampante, la prestazione di César Falletti che è stata nuovamente deludente. Il trequartista uruguaiano, da cui ci si aspetta creatività e incisività, è apparso evanescente e poco coinvolto nel gioco, confermando un trend negativo che dura ormai da mesi.
Ma se la squadra sembra in balia di se stessa è anche perché la società, dal canto suo, vive alla giornata, senza una programmazione a lungo termine. Le scelte di mercato e le strategie adottate non hanno portato i frutti sperati, lasciando i tifosi con l'amaro in bocca. Senza tralasciare i tanti errori di comunicazione, le promesse non mantenute e le "gaffe" mediatiche di Aurelio De Laurentiis.
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Nicola Lucarelli
Borderline24.com


