Grazie Antonio De Caro
Premetto il mio disinteresse per la classe politica di destra e di sinistra perché è di una mediocrità tale da lasciarti senza speranze.
Detto ciò, ero presente quel giorno al Della Vittoria, le sue parole urlate nel tempio del tifo barese non potevano e non dovevano essere solo parole di un politico ma prima di tutto dovevano essere le parole di un cittadino barese che aveva tra le mani qualcosa di importante per la città, il suo simbolo e la sua gloria. Invece oggi si può dire che purtroppo si è badato ai propri interessi personali e quel giorno nella Curva Nord del Della Vittoria è andata in scena una sceneggiata, un'ottima performance che ha saputo aprire il cuore a tanti nonostante si sapeva dal principio che la fregatura era dietro l'angolo. La città, da un suo conterraneo, sarebbe stata tradita ancora una volta.
Si caro De Caro: TRADITA!
Nell'era del web dove il Wi-Fi lo si trova ovunque è impensabile che non si sia potuto dare del tempo e approfondire gli interessi della famiglia Hartono. Ne ha perso il Bari, ne ha perso Bari per gli interessi economici che qui avrebbero spostato. È invece ancora una volta è prevalso l'interesse personale al cospetto di una città metropolitana e di tanti tifosi.
Si caro De Caro, in questo momento di fianco a Bari città c'è una bella C enorme. Siamo una città di serie C e vallo a spiegare ai tanti turisti che in quello stadio meraviglioso la giunta comunale ci ha condannato a giocare con squadre di provincia di 5k e 80k persone.
Complimenti caro Antonio De Caro, oggi retrocede Bari, non il Bari e a questa condizione, a questa retrocessione ci hai condannato tu grazie alla tua scelta che sapevi bene dove ci avrebbe portato.
Il 22 maggio è il giorno del mio compleanno, una data che ricorderò per sempre e una data in cui non ho avuto neanche la forza di stappare una bottiglia di prosecco che tutti aspettavano per festeggiare questa data. Ma cosa avevo da festeggiare? C'è solo da piangere come le lacrime versate dal minuto 88 al minuto 96.
PORTASCI, PORTASCI, PORTASCI IN EUROPA, PRESIDENTE PORTASCI IN EUROPA...
Antonio De Caro, le tue scuse a Bari e ai baresi non saranno MAI sufficienti e MAI perdonate. Un giorno, prima o poi, farai i conti con la tua coscienza.
Detto ciò, ero presente quel giorno al Della Vittoria, le sue parole urlate nel tempio del tifo barese non potevano e non dovevano essere solo parole di un politico ma prima di tutto dovevano essere le parole di un cittadino barese che aveva tra le mani qualcosa di importante per la città, il suo simbolo e la sua gloria. Invece oggi si può dire che purtroppo si è badato ai propri interessi personali e quel giorno nella Curva Nord del Della Vittoria è andata in scena una sceneggiata, un'ottima performance che ha saputo aprire il cuore a tanti nonostante si sapeva dal principio che la fregatura era dietro l'angolo. La città, da un suo conterraneo, sarebbe stata tradita ancora una volta.
Si caro De Caro: TRADITA!
Nell'era del web dove il Wi-Fi lo si trova ovunque è impensabile che non si sia potuto dare del tempo e approfondire gli interessi della famiglia Hartono. Ne ha perso il Bari, ne ha perso Bari per gli interessi economici che qui avrebbero spostato. È invece ancora una volta è prevalso l'interesse personale al cospetto di una città metropolitana e di tanti tifosi.
Si caro De Caro, in questo momento di fianco a Bari città c'è una bella C enorme. Siamo una città di serie C e vallo a spiegare ai tanti turisti che in quello stadio meraviglioso la giunta comunale ci ha condannato a giocare con squadre di provincia di 5k e 80k persone.
Complimenti caro Antonio De Caro, oggi retrocede Bari, non il Bari e a questa condizione, a questa retrocessione ci hai condannato tu grazie alla tua scelta che sapevi bene dove ci avrebbe portato.
Il 22 maggio è il giorno del mio compleanno, una data che ricorderò per sempre e una data in cui non ho avuto neanche la forza di stappare una bottiglia di prosecco che tutti aspettavano per festeggiare questa data. Ma cosa avevo da festeggiare? C'è solo da piangere come le lacrime versate dal minuto 88 al minuto 96.
PORTASCI, PORTASCI, PORTASCI IN EUROPA, PRESIDENTE PORTASCI IN EUROPA...
Antonio De Caro, le tue scuse a Bari e ai baresi non saranno MAI sufficienti e MAI perdonate. Un giorno, prima o poi, farai i conti con la tua coscienza.