Va sotto, spreca, domina ed all'ultimo respiro la riprende, il Bari conquista un pareggio pesante a Cagliari
Ci siamo, a Cagliari partono i primi 90 dei 180 minuti che decreteranno la terza squadra a salire in A. Il Bari, squadra costante che ha dimostrato sia in campionato che contro il Sudtirol in semifinale di avere carattere, sfida il Cagliari, squadra battuta in Sardegna in campionato ma era tutt'altra squadra, c'era ancora Liverani alla guida e con il successivo arrivo di Ranieri ha cambiato la direzione della stagione.
Nel Bari durante il riscaldamento si ferma Di Cesare, sostituito da Zuzek mentre sulla sinistra Mazzotta sostituisce lo squalificato Ricci.
Avvio di partita con il Cagliari in totale controllo della gara, il Bari ci capisce poco, fatica a ripartire e dopo soli 9 minuti si concretizza la supremazia dei rossoblù con Lapadula che scappa alla marcatura di Dorval e di testa insacca per il meritato vantaggio. Il Gol è uno schiaffo per il Bari che si sveglia ed inizia ad affacciarsi dalle parti di Radunovic, Zuzek sfiora il pareggio sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma dopo un paio di minuti Deiola colpisce la traversa. I Biancorossi riprendono a giocare e ci prova più volte con Cheddira che però di testa non in quadra mai la porta, tuttavia l'occasione più ghiotta attiva al minuto 38 con un rigore fischiato per fallo di mano di Nandez che intercetta un cross di Esposito, rigore che però Cheddira si fa respingere da Radunovic che anticipa l'italo-marocchino anche sulla respinta. La prima frazione si chiude con l'ennesimo gol sfiorato da Cheddira che di testa da due passi dalla porta mette incredibilmente fuori.
Ripresa che vede ancora i Galletti alla ricerca del gol, sfiorato, tanto per cambiare, da Cheddira al terzo minuto, questa volta l'attaccante è lesto ad ubriacare il suo marcatore con un bel dribbling ma il suo tiro viene incredibilmente parato ancora una volta dall'estremo portiere cagliaritano. Il Cagliari ci prova ma Radunovic dice di no anche a Benedetti che di tacco stava per ripetersi dopo il gol di qualche giorno fa.
Mignani richiama un ottimo Esposito, autore di una prova maiuscola, per dar spazio a Folorunsho, mentre Bellomo rileva Maita ma a creare brio sarà Ceter, subentrato a Morachioli, che da peso all'attacco ed inizia a creare grossi grattacapi alla sua ex squadra, tira, dispensa assist sul quale Cheddira, oggi non in giornata, non riesce a mettere dentro ma soprattutto al minuto 93 si procura un rigore pesantissimo che Mignani affida ad Antenucci, facendolo entrare in sostituzione di Benedetti, così al suo primo pallone toccato, come successo pochi mesi fa a Bari, pareggia la gara.
Partita che rischiava di diventare la gara dei rimpianti, difficile contare tutte le occasioni avute dal Bari, andare a Cagliari e dominare non è da tutti quindi il rigore di Antenucci ha un peso specifico enorme, non tanto per il vantaggio relativo al risultato ma per quello mentale, perché dimostra, ancora una volta, che questa squadra ha un carattere incredibile, carattere che l'ha portato a conquistare il terzo posto ed a giocare questa finale senza farsi intimorire da una squadra molto forte che nei primi minuti ha dominato, anzi, nel momento in cui rischiava di sciogliersi, si è esaltata, credendoci fino alla fine. Tra soli 3 giorni ci sarà la gara decisiva che vale una stagione, in un San Nicola infuocato e pieno come non mai per spingere i Galletti all'impresa.
Nel Bari durante il riscaldamento si ferma Di Cesare, sostituito da Zuzek mentre sulla sinistra Mazzotta sostituisce lo squalificato Ricci.
Avvio di partita con il Cagliari in totale controllo della gara, il Bari ci capisce poco, fatica a ripartire e dopo soli 9 minuti si concretizza la supremazia dei rossoblù con Lapadula che scappa alla marcatura di Dorval e di testa insacca per il meritato vantaggio. Il Gol è uno schiaffo per il Bari che si sveglia ed inizia ad affacciarsi dalle parti di Radunovic, Zuzek sfiora il pareggio sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma dopo un paio di minuti Deiola colpisce la traversa. I Biancorossi riprendono a giocare e ci prova più volte con Cheddira che però di testa non in quadra mai la porta, tuttavia l'occasione più ghiotta attiva al minuto 38 con un rigore fischiato per fallo di mano di Nandez che intercetta un cross di Esposito, rigore che però Cheddira si fa respingere da Radunovic che anticipa l'italo-marocchino anche sulla respinta. La prima frazione si chiude con l'ennesimo gol sfiorato da Cheddira che di testa da due passi dalla porta mette incredibilmente fuori.
Ripresa che vede ancora i Galletti alla ricerca del gol, sfiorato, tanto per cambiare, da Cheddira al terzo minuto, questa volta l'attaccante è lesto ad ubriacare il suo marcatore con un bel dribbling ma il suo tiro viene incredibilmente parato ancora una volta dall'estremo portiere cagliaritano. Il Cagliari ci prova ma Radunovic dice di no anche a Benedetti che di tacco stava per ripetersi dopo il gol di qualche giorno fa.
Mignani richiama un ottimo Esposito, autore di una prova maiuscola, per dar spazio a Folorunsho, mentre Bellomo rileva Maita ma a creare brio sarà Ceter, subentrato a Morachioli, che da peso all'attacco ed inizia a creare grossi grattacapi alla sua ex squadra, tira, dispensa assist sul quale Cheddira, oggi non in giornata, non riesce a mettere dentro ma soprattutto al minuto 93 si procura un rigore pesantissimo che Mignani affida ad Antenucci, facendolo entrare in sostituzione di Benedetti, così al suo primo pallone toccato, come successo pochi mesi fa a Bari, pareggia la gara.
Partita che rischiava di diventare la gara dei rimpianti, difficile contare tutte le occasioni avute dal Bari, andare a Cagliari e dominare non è da tutti quindi il rigore di Antenucci ha un peso specifico enorme, non tanto per il vantaggio relativo al risultato ma per quello mentale, perché dimostra, ancora una volta, che questa squadra ha un carattere incredibile, carattere che l'ha portato a conquistare il terzo posto ed a giocare questa finale senza farsi intimorire da una squadra molto forte che nei primi minuti ha dominato, anzi, nel momento in cui rischiava di sciogliersi, si è esaltata, credendoci fino alla fine. Tra soli 3 giorni ci sarà la gara decisiva che vale una stagione, in un San Nicola infuocato e pieno come non mai per spingere i Galletti all'impresa.
è difficile rimanere concentrati