Bari di scena a Catanzaro per provare a riprendere il treno playoff ma con una salvezza ancora tutta da conquistare, in quanto 40 punti non possono far stare tranquilli, anche in vista del calendario di fine stagione.
Squadra di casa che tiene costantemente il pallino del gioco ma è il Bari a passare in vantaggio con Lasagna, ben servito da Maita, tuttavia l'attaccante biancorosso conferma di farne una buona per poi collezionare errori in gran quantità, quando sbaglia clamorosamente il gol del 2-0, così ne approfitta il Catanzaro che con Iemmello la pareggia in chiusura di tempo, con la difesa biancorossa che, nonostante il gran gesto tecnico, lascia colpevolmente tempo e spazio alla punta calabrese.
Nella ripresa, così come contro la Carrarese, la squadra di casa ribalta il risultato con un colpo di testa di Bonini, gol contestato dai calciatori del Bari per via di una presunta spinta su Vicari, che tuttavia si fa superare colpevolmente dalla palla e si butta a terra nella speranza di ingannare l'arbitro. Bari che però a differenza del solito riprende a giocare e la pareggia con Favasuli, in procinto di essere sostituito con Oliveri, sostituzione che a questo punto viene bloccata da Longo, che butta nella mischia solo Favilli. Pareggio che tuttavia dura pochi minuti, in quanto mancava il solito gol dell'ex, questa volta di Quagliata, calciatore che ha giocato la seconda parte della stagione in D ma ancora una volta i Galletti non si danno per vinti e, contro ogni pronostico, confezionano il gol del pareggio con due neo entrati: Bonfanti pesca Favilli al centro dell'aria, palla controllata di testa e messa alle spalle di Piagliacelli con una precisa zampata.
Nonostante la difesa horror, guidata dal rientrante Vicari, il Bari a Catanzaro mette in mostra una prestazione d'orgoglio, conquistando con i denti un prezioso punto che porta il totale a 41, ovvero gli stessi dello scorso campionato, nella speranza che nelle prossime 6 gare si possa vivere un epilogo diverso che magari non sarà quello dei playoff ma quantomeno una salvezza tranquilla, ovvero il massimo a cui possiamo aspirare.





