A mente fredda - 25/05/2026

In questa sezione si parla liberamente di tutto ciò che riguarda il Bari

Moderatore: Moderatori

A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda Gonfialarete » ieri, 15:03

Non voglio usare giri di parole, non voglio essere diplomatico. Non è il momento.

Il Bari retrocede in Serie C. Di nuovo. Dopo quattro anni. Dopo aver sfiorato la Serie A con le dita, dopo aver visto Cheddira (che ha contribuito a salvare il Lecce) volare, dopo aver pianto e sognato e creduto. Tutto azzerato. Tutto buttato. Non da un avversario più forte. Da noi stessi. Da chi avrebbe dovuto guidare questa barca e l'ha invece affondata, metodicamente, con una precisione quasi chirurgica nell'errore.

Il campionato. Una lunga agonia.

Una stagione intera trascorsa nei bassifondi della classifica, senza mai trovare una vera stabilità. Undici mesi di tensioni, risultati deludenti e un'agonia sportiva che si è conclusa nel modo peggiore possibile. Non è stata una crisi improvvisa. È stato un lento collasso, visibile a tutti tranne a chi aveva il dovere di intervenire davvero.

Il doppio 0-0, al San Nicola prima e al Druso subito dopo, ci ha condannati alla retrocessione. Due pareggi che pesano come macigni. Novanta minuti in casa senza riuscire a vincere contro una squadra che dovevamo battere, senza un tiro decente in porta. Poi l'uscita a testa bassa da Bolzano. Ecco il certificato di morte di una stagione da incubo.

Eppure Tre anni fa eravamo a un soffio dalla Serie A. Tre anni fa il San Nicola tremava, i cuori battevano forte, la città intera tratteneva il respiro. Il Bari era arrivato a pochi secondi dalla promozione in Serie A, perdendo la finale playoff del 2023 contro il Cagliari. Da quel momento è iniziata una fase di progressivo ridimensionamento.

Da quel momento in poi: una salvezza ottenuta ai playout nel 2024, un anonimo nono posto nella stagione successiva, e ora il baratro della Lega Pro. Tre anni. Tre passi indietro. Una traiettoria che non mente.

Comunicazione fallace. Il silenzio come insulto.

Nonostante un avvio di stagione con l'obiettivo playoff confermato dal presidente Luigi De Laurentiis, la squadra non è mai riuscita a esprimere il suo potenziale. O forse l'ha fatto, perché il suo potenziale quello era. Playoff. Lo avevano detto. Lo avevano scritto. Lo avevano comunicato come un fatto, quasi una certezza. Mentre la squadra annegava, le dichiarazioni ufficiali continuavano a navigare in un mare di ambiguità, frasi di circostanza, ottimismo di facciata.

E dopo la retrocessione? I vertici societari in silenzio. Ecco la risposta della società a una città ferita: il vuoto. Il nulla. Come se non fosse successo niente. Come se i tifosi non meritassero nemmeno una parola vera, un'ammissione di colpa, uno straccio di rispetto.
Rientrati in incognito da Bolzano come ladri. I sensi di colpa, la paura di chissà quale violenza. Ma vi siete beccati solo quello che vi meritate: INDIFFERENZA.
Siete riusciti a far morire una piazza che viveva di calcio.

Le scelte sbagliate. Una dietro l'altra.

A giugno il club decide di esonerare Moreno Longo in favore di Fabio Caserta. A novembre, dopo l'esonero dal Pescara, prende il suo posto Vincenzo Vivarini, ma dura molto poco. De Laurentiis decide quindi di richiamare Moreno Longo. Tre allenatori. In una stagione sola. Tre cambi di guida tecnica che non sono stati segnali di reattività, ma di panico. Di incapacità di programmare, di valutare, di scegliere. Longo esonerato, poi richiamato. Come se il problema fosse sempre qualcun altro, mai lo specchio.

E il mercato? Una rosa costruita male, rattoppata peggio, con giocatori che sembravano capitati a Bari per caso, senza sapere cosa significa quella maglia, senza sentire il peso di quei colori.

Una società non strutturata.

Dietro ai risultati sportivi c'è qualcosa di più profondo e più preoccupante: una struttura societaria che non regge. Figure chiave ricoperte da persone prive dell'esperienza necessaria per quel livello. Assenza di una rete di osservatori seria, di un settore giovanile che produca talento locale, di infrastrutture adeguate a un club che si definisce ambizioso. Il San Nicola è uno stadio immenso e bellissimo. Ma uno stadio non fa una società. La fanno le persone, i processi, la visione. E qui tutto questo è mancato.

Il distacco totale. Società, tifosi, città.

Anche il rapporto con la tifoseria si è progressivamente deteriorato. Non è una novità, lo sappiamo tutti. Ma vedere il fossato farsi sempre più largo fa male lo stesso. Una tifoseria che ha continuato ad andare allo stadio, a cantare, a sostenere una squadra che spesso non la meritava. E dall'altra parte, il silenzio di una proprietà distante, fisicamente e emotivamente.

Il sindaco Leccese ha scritto che la città ha dimostrato stagione dopo stagione attaccamento, compostezza e rispetto, e che non merita tutto questo. Ha ragione, nonostante la retorica politica. Bari non merita tutto questo.

Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis negli anni sono state un schiaffo continuo all'intelligenza di questa piazza. Parole che non hanno mai capito cosa sia il calcio in una città come Bari, cosa significhi quella maglia biancorocca per chi ci è nato dentro. Una proprietà che ha sempre trattato il Bari come un asset secondario, un progetto collaterale, qualcosa da gestire nell'attesa di capire cosa farne.

Le conseguenze. Il prezzo da pagare.

Il distacco del tifo è già realtà. Molti hanno smesso di andare allo stadio, altri ci sono andati per abitudine o per amore, nonostante tutto. Ma un tifoso che si distacca è difficile da riconquistare. La fiducia, una volta persa, non si recupera con una conferenza stampa.

Le conseguenze economiche saranno pesanti. Sponsor, diritti televisivi, botteghino: tutto si ridimensiona in Serie C. E questo si riflette sulla capacità di costruire una rosa competitiva, di trattenere giocatori (che già a Gennaio ci rifiutavano, come si rifiuta uno scarto destinato a morire), di attrarre nuovi investimenti. È un circolo vizioso da cui uscire è difficilissimo.

E il futuro? Il Bari deve gestire una doppia ricostruzione: una sportiva, che passa da rosa, area tecnica, contratti, mercato e allenatore; e una identitaria, legata alla credibilità del percorso con cui il club intende ripartire. Senza una guida credibile, senza un progetto vero, senza il coinvolgimento della città, rischiamo di vagare nella Lega Pro per anni. A meno che non ci sia un disegno per tornare nel dilettantismo e mantenere questa maledetta multiproprietà. E' follia crederlo e pensarlo, ma ormai non ci si stupisce più di nulla.

Quello che si porta via questa retrocessione.

Voglio dirvi una cosa personale. E so che molti di voi la capiscono.

Il calcio non è solo undici uomini in campo. Il calcio è mio padre che mi portava al San Nicola da bambino, con la sciarpa biancorossa al collo già da casa. È le notti magiche degli anni '90, è la Serie A persa e poi ritrovata, è il fallimento del 2018 vissuto come un lutto vero, è la gioia di Barreto o Defendi che segnano e ti ritrovi ad abbracciare uno sconosciuto come se fosse tuo fratello.

Questa retrocessione porta via qualcosa di più di tre punti in meno in classifica. Porta via la continuità di un sogno. Porta via la speranza che quella maglia biancorossa possa tornare a brillare presto. Porta via serate d'estate a parlare di mercato con gli amici, la trepidazione di agosto, l'ottimismo di settembre. Porta via un pezzo di quotidianità emotiva che, per chi ama davvero il Bari, è parte dell'identità.

E fa male. Fa dannatamente male.

Ripartire. Ma come, e da dove.

Però. Però esiste ancora un però.

Bari è una città che ha sempre saputo rialzarsi. L'ha fatto nel 2018, quando la società fallì e sembrava la fine di tutto. L'ha fatto in Serie D, in Serie C, risalendo categorie con una fame autentica. Quella fame non si estingue con una retrocessione.

La scadenza federale sulla multiproprietà è fissata al 2028: il crollo in Serie C non modifica quella data, ma la rende politicamente più vicina. La domanda che a Bari esiste da tempo si fa ora urgente: quale proprietà guiderà davvero il rilancio e con quale orizzonte?

Se c'è una base da cui ripartire, è questa: un cambio societario netto, reale, non un maquillage. Serve una proprietà radicata nel territorio o quantomeno innamorata di questo progetto. Serve un direttore sportivo di esperienza, con una rete di osservatori vera. Serve un allenatore scelto con criterio, non per disperazione. Serve investire nel settore giovanile, che è il cuore pulsante di qualsiasi club sano. Serve riaprire un dialogo autentico con la tifoseria, non con le conferenze stampa, ma con i fatti.

Serve un progetto serio e chiaro, orientato alla cessione della società e all'altezza di restituire dignità a un popolo e a una città frustrati dalla mancanza di prospettive.

La dignità. Ecco la parola giusta. Non chiediamo miracoli. Chiediamo dignità.

Chiediamo una società che rispetti chi compra l'abbonamento, chi percorre chilometri per seguire questa squadra in trasferta, chi insegna ai propri figli a tifare Bari. Chiediamo di essere trattati da tifosi, non da consumatori passivi di un prodotto scadente.

Il Bari tornerà. Ne sono convinto. Perché il San Nicola non può restare vuoto a lungo. Perché questa città ha troppa passione, troppa storia, troppo cuore per rassegnarsi.

Ma prima che torni, deve cambiare qualcosa di fondamentale. E quel cambiamento deve partire dall'alto.

Forza Bari. Sempre. Anche adesso. Soprattutto adesso.

Un tifoso, tra i tanti, che non ha mai smesso e non smetterà mai.
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La storia viene calpestata ancora. Retrocessione indecente.
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda nicofanbari » ieri, 15:41

Ciao Gonfialarete

Ho letto con attenzione e passione ciò che hai scritto. Mi trovi d'accordo su tutto. C'è da cambiare proprietà. questo è il primo passo. Se continueranno a esserci loro ancora, sarà sempre peggio (Aurelio docet)

Ho scritto altre volte: preferirei un Presidente meno ricco ma tifoso. Quel Presidente che dice ai tifosi: queste sono le mie riscorse, ma le metto a disposizione per crescere tutti insieme: società e tifosi. E non, avere, una proprietà, i DeLa, fittiziamente ricca (ricca di sicuro ma per noi in maniera fittizia).

E non serve sostituire Luigino con un prestanome, non ricucirebbe il rapporto con noi tifosi. Bisogna azzerare tutto. Anche perché, di grazia, chi accetterebbe di mettersi a capo di una società farlocca? Guido Angelozzi? Palmieri? Perinetti? Ma neanche se li paghi peso d'oro. Ed anche se fosse, non sarebbero per noi tifosi garanzia di successo.

Tanto era chiara, e programmata, la volontà di retrocedere, che oggi leggo che Moncini rescinde col Bari poiché il suo contratto lo prevedeva in caso di retrocessione. Più chiaro di così. I calciatori sapevano già che non c'erano ambizioni.
E questo è solo un esempio. Chissà gli altri contratti come sono stati stipulati. I prestiti poi: erano già con la valigia pronta durante (non dopo) Sud Tirol-Bari.

Adesso tocca alle istituzioni muoversi. Trovare qualcuno che voglia comprare il Bari e soprattutto fare in modo che ai dela non arrivino sponsor, stadio regalato, concerti regalati da cui trarre profitto. Devono costringerli a vendere con tutti i mezzi leciti. Ci hanno demolito, umiliato. Devo solo solo Vergognarsi e andare via da BARI
Bisogna cercare una nuova proprietà
E nonostante tutta la delusione che ho dentro, per me sarà sempre Forza Bari (ma senza di loro)
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda nicola 1984 » ieri, 15:58

Ciao,apprezzo la tua compiuta disamina e,sopratutto,i toni pacati e civili con cui l'hai espressa:sebbene siano passati
ormai quasi 3 giorni,non è facile mantenersi lucidi e non far prevalare la rabbia e il disprezzo...perciò mi complimento
con te.Per quanto riguarda i contenuti,li condivido a grandi linee:l'unica cosa su cui ho dei forti dubbi è sulla conclusione
del tuo discorso che più o meno,sintetizzo così:Bari tornerà sicuramente,perchè ha sempre saputo rialzarsi.
Francamente,vorrei avere il tuo stesso ottimismo ma non ci riesco perchè quello che è successo venerdì è la morte annunciata,certificata di un'agonia ben più lunga,oserei dire di una strategia che ha fatto di tutto per arrivare a questo
triste epilogo...
Se proprio non si può parlare o non si vuol credere alla premeditazione,però sicuramente si può parlare di condotta
dolosa nella gestione anche solo di quest'ultima stagione(per non parlare delle precedenti!!!),dal mercato ai cambi
di allenatori passando per l'inerzia decisiva nei momenti e nelle scelte topiche che,di fatto,ci hanno condannato alla
serie C.
Facendo un esempio,il Bari calcio non è morto perchè hanno staccato la spina...no,è proprio il contrario...è morto
perchè hanno voluto accanirsi su di esso,lo hanno voluto tenere per sè(senza apprezzarlo nè considerarlo),come un
mero giocattolo capriccioso,senza però intervenire per curarlo o per salvarlo...le motivazioni di tali scelte,così come
le ripercussioni economiche di campionati di serie C,diserzione allo stadio e di mancati ricavi,le sanno solo loro...ma rimangono sempre scolpiti a futura memoria come dati incontrovertibili di una mala gestione assurda e incomprensibile.
Questa fine viene da lontano e,purtroppo,non è detto che sia stata l'ultima umiliazione o l'ultima beffa...già ora,sbollita
la rabbia con i soliti metodi compiacenti si insisterà e si parlerà di piani di ripartenza,di progetti ambiziosi o di nomi di garanti graditi alla piazza,e via dicendo tante altre parole,parole e solo fumo al vento....
Pertanto,visto che sembra che nulla sia destinato a cambiare,rialzarsi,in queste condizioni,sarà difficilissimo e lo sarà
anche nel 2028(qualora veramente questi signori togliessero il disturbo)perchè dietro questa retrocessione e dietro tutto
il decennale della loro gestione non c'è e non rimarrà nulla,neanche l'erba arida di agosto.
A mio avviso,i precedenti(compreso la ripartenza dal 2018) non fanno testo perchè i presupposti e le condizioni sono totalmente diversi...qui,a momenti,neanche la cenere c'è più e,veramente,servirebbe un elettroshock,un cambio di
tutto e di tutti o,più facilmente,servirebbe solo svegliarsi e convincersi che tutti questi 8 anni siano stato un brutto incubo...
Vorrei sperare come te e pensare che il fondo l'abbiamo toccato ma temo,purtroppo,che la verità era e,probabilmente,
sarà sempre un'altra.Forza Bari sempre e ovunque
Ultima modifica di nicola 1984 il 25/05/2026, 16:01, modificato 1 volta in totale.
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda proteininbox » ieri, 16:00

Io non mi nascondo ma sono stato uno di quelli che ha dato credito a questa proprietà illudendosi del fatto che si potesse ripetere anche in minima parte quello che hanno fatto a Napoli.

Adesso basta ora è arrivato il momento di andare via perché si sono dimostrati incapaci di costruire qualcosa di importante all'altezza di una piazza come quella di Bari.

Questa retrocessione fa male però non bisogna perdere questa occasione per rinascere con basi diverse da quello che fino adesso è stato gestito il club.

Bisogna investire nell'infrastrutture perché non è possibile che un club professionistico si alleni in un campetto dove per arrivarci bisogna attraversare la strada.

C'è bisogno di investimenti importanti ma oculati cercando di mettere competenza nei ruoli importanti come un dg e un ds che lavorino in simbiosi con lo staff tecnico per creare almeno all'interno un'unione di squadra che in questi anni non c'è stata.

Anche nella comunicazione con l'esterno c'è bisogno di chiarezza basta con misteri irrisolti che ancora adesso non abbiamo risposta vedi infortunio di Folorunsho o quello ultimo di Darboe.

Mai come adesso tutti dobbiamo essere compatti perchè Bari non può continuare a vivere in una situazione del genere !!!
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...FORZA VECCHIA STELLA DEL SUD...
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda Gonfialarete » ieri, 16:39

nicola 1984 ha scritto:Ciao,apprezzo la tua compiuta disamina e,sopratutto,i toni pacati e civili con cui l'hai espressa:sebbene siano passati
ormai quasi 3 giorni,non è facile mantenersi lucidi e non far prevalare la rabbia e il disprezzo...perciò mi complimento
con te.Per quanto riguarda i contenuti,li condivido a grandi linee:l'unica cosa su cui ho dei forti dubbi è sulla conclusione
del tuo discorso che più o meno,sintetizzo così:Bari tornerà sicuramente,perchè ha sempre saputo rialzarsi.
Francamente,vorrei avere il tuo stesso ottimismo ma non ci riesco perchè quello che è successo venerdì è la morte annunciata,certificata di un'agonia ben più lunga,oserei dire di una strategia che ha fatto di tutto per arrivare a questo
triste epilogo...
Se proprio non si può parlare o non si vuol credere alla premeditazione,però sicuramente si può parlare di condotta
dolosa nella gestione anche solo di quest'ultima stagione(per non parlare delle precedenti!!!),dal mercato ai cambi
di allenatori passando per l'inerzia decisiva nei momenti e nelle scelte topiche che,di fatto,ci hanno condannato alla
serie C.
Facendo un esempio,il Bari calcio non è morto perchè hanno staccato la spina...no,è proprio il contrario...è morto
perchè hanno voluto accanirsi su di esso,lo hanno voluto tenere per sè(senza apprezzarlo nè considerarlo),come un
mero giocattolo capriccioso,senza però intervenire per curarlo o per salvarlo...le motivazioni di tali scelte,così come
le ripercussioni economiche di campionati di serie C,diserzione allo stadio e di mancati ricavi,le sanno solo loro...ma rimangono sempre scolpiti a futura memoria come dati incontrovertibili di una mala gestione assurda e incomprensibile.
Questa fine viene da lontano e,purtroppo,non è detto che sia stata l'ultima umiliazione o l'ultima beffa...già ora,sbollita
la rabbia con i soliti metodi compiacenti si insisterà e si parlerà di piani di ripartenza,di progetti ambiziosi o di nomi di garanti graditi alla piazza,e via dicendo tante altre parole,parole e solo fumo al vento....
Pertanto,visto che sembra che nulla sia destinato a cambiare,rialzarsi,in queste condizioni,sarà difficilissimo e lo sarà
anche nel 2028(qualora veramente questi signori togliessero il disturbo)perchè dietro questa retrocessione e dietro tutto
il decennale della loro gestione non c'è e non rimarrà nulla,neanche l'erba arida di agosto.
A mio avviso,i precedenti(compreso la ripartenza dal 2018) non fanno testo perchè i presupposti e le condizioni sono totalmente diversi...qui,a momenti,neanche la cenere c'è più e,veramente,servirebbe un elettroshock,un cambio di
tutto e di tutti o,più facilmente,servirebbe solo svegliarsi e convincersi che tutti questi 8 anni siano stato un brutto incubo...
Vorrei sperare come te e pensare che il fondo l'abbiamo toccato ma temo,purtroppo,che la verità era e,probabilmente,
sarà sempre un'altra. Forza Bari sempre e ovunque

Non è ottimismo.
E' negazione della realtà.
E' elaborazione del lutto.
Non posso e non voglio credere che non ci sia una speranza, un futuro.
Che tutto finisca perché un papà ha regalato un giocattolino da rompere ad un figlio per tenerlo buono mentre lui ha da fare altro.
Quello stesso giocattolino rotto, deve andare in mano a qualcuno che sa ripararlo e che gli deve ridare dignità ed onore.

Non può finire tutto così.
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda N gann a mar » ieri, 20:29

Bellissimo post, tra le righe oltre la disamina dei fatti, ciò che mi arriva è il tuo dolore. Il tuo, il mio, quello di tutti noi.

Personalmente è da questo dolore sordo, che io ripartirei. Ci fossimo salvati per il rotto della cuffia, non sarebbe cambiato nulla, soliti abbonati, solite parole trite e ritrite, ovvero, aspettiamo la fine del mercato, aspettiamo le prime dieci, aspettiamo il mercato di gennaio, sosteniamo i colori, speriamo di salvarci. La solita routine pur di non affrontare la realtà e fingere che tutto sia come prima, che non sia cambiato niente, che come i nostri nonni, i nostri padri, abbiamo la squadra della nostra città da sostenere, la routine dello stadio, le trasferte, credendo che se ci comportiamo da tifosi vuol significare che il Bari è vivo!!

E invece no, quel Bari il nostro Bari è morto. E non sono state le parole di Aurelio ad offendere l'intelligenza della tifoseria, è stata la tifoseria a turarsi le orecchie, a non credere che fossero vere ed ad andare avanti come se avessimo ancora la nostra società.
Aurelio con quel fare snob e sprezzante era serio, serissimo! E quello che ha detto sta facendo, bisogna dargliene atto.

Questa retrocessione ha l'indubbio merito di aver svegliato i belli addormentati del San Nicola. Ora come dici tu, bisogna trovare una soluzione, si deve trovare, questa situazione ci costringe a farlo.

Apprezzo il tuo ottimismo, io non lo sono. Per me o cambia la norma, e sarà la porcata finale che avrà però il merito di compattare la tifoseria che potendo aspirare alla serie A tornerà a incensare i DeLa oppure falliremo affossati dai troppi debiti con la stessa Filmauro, cosa che tra le due, mi aspetto e sempre tra le due, sceglierei se potessi pur di liberarmi del mostro.
Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi!

"...il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte. Tenerli sotto controllo non era difficile. George Orwell, "1984" (1948)
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Re: A mente fredda - 25/05/2026

Messaggioda ColchoBari » oggi, 17:25

Una società seria all'indomani della tragica serata di Bolzano avrebbe indetto una conferenza stampa di scuse e di progetti futuri ma da 4 giorni sono tutti diventati muti.

A Napoli invece fanno la conferenza stampa subito dopo il termine dell'ultima partita per salutare Antonio Conte....
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