L’impressione, ormai quasi certezza, è che nella SSC Bari dei De Laurentiis regni l’improvvisazione e il caos organizzativo. È davvero difficile scorgere lungimiranza e oculatezza nelle decisioni che riguardano il club biancorosso. Fatta eccezione per il primo anno in Serie D e le prime gestioni targate Ciro Polito, a Bari si sono viste scelte che sfiorano il masochismo.
Senza andare a rinvagare quanto accaduto con Romairone, Scala e compagnia bella e restando al presente, è evidente come la proprietà non abbia la minima idea di cosa fare: si divorzia da Longo per contrasti con i due Ds Magalini e Di Cesare, e si punta su un tecnico non da Bari come Caserta. A quel punto sarebbe stato logico esonerare i direttori sportivi e richiamare Moreno Longo. E invece no: fiducia nei due dirigenti, autori di un calciomercato fallimentare alla luce dei risultati e panchina ad un altro ex tecnico del Catanzaro, scelto da Magalini. Ma i risultati con Vincenzo Vivarini alla guida dei galletti sono addirittura peggiorati, con una squadra che viaggia con una media da retrocessione.
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Nicola Lucarelli
Borderline24.com





