
Bruno Bolchi
BARI, 22 febbraio 2011 La notte è cupa, lunga. I tifosi del Bari, fatta eccezione per gli inguaribili ottimisti, ormai non credono più al risveglio. Alla possibilità di acciuffare per i capelli la salvezza. Sarà perché ci hanno creduto fino all’altro ieri, hanno sperato che i biancorossi si ridestassero dal torpore. Anche la scossa dell’arrivo di Mutti al posto di Ventura si è rivelata quasi infruttuosa. Dopo la sconfitta di Roma, la 17 ª della serie in questa malaugurata stagione, la città del pallone è pervasa da un rabbioso senso di rassegnazione. Arrabbiati Una parola domina i messaggi che popolano i siti dei tifosi: «vergogna» . Indirizzata ai calciatori, soprattutto a quelli più amati fino a ieri, accusati di non metterci nemmeno il cuore. Dall’elenco più crudo si salva solo Gillet. La bandiera che non si ammaina, l’ultimo a cedere, il migliore all’Olimpico. Lo scoramento delle anime biancorosse arriva ad auspicare perfino la salvezza dei cugini del Lecce, ritenuti da più voci meritevoli della permanenza. Un segno di sportività che nasce dall’amarezza più profonda. Così i venti della contestazione, placati dopo l’addio a Ventura, potrebbero rialzarsi presto. Nel mirino I tifosi, non solo gli oltre 14 mila che hanno sottoscritto l’abbonamento, si sentono traditi. I più chiedono le dimissioni immediate del d. s. Guido Angelozzi, a cui addebitano fra l’altro un mercato bis incomprensibile. Infarcito di nomi e di lingue, ma con scarsa sostanza. Finora dei nuovi arrivati, solo il polacco Glik ha giocato con continuità. Okaka e Rudolf sono partiti a razzo, poi si sono spenti. Bentivoglio, e non certo per colpe sue, è ancora alla ricerca del ruolo più idoneo alle proprie caratteristiche. Mentre Huseklepp si è visto a malapena in uno spezzone. Paradossale poi che Codrea e Kopunec non abbiano giocato neppure un secondo.
SCORAGGIATO Si ritrova già in burrasca Bortolo Mutti. Tecnico mite ed equilibrato, avvezzo a vivere situazioni complicate. Eppure così imbarazzato davanti all’impossibilità di trovare il bandolo della matassa, di dare una marcia in più a una compagnia lenta e macchinosa, incapace di inquadrare la porta avversaria. Mutti ci ha messo del suo a Roma, con scelte discutibili. Ma la sensazione è che non sappia che pesci prendere. «La squadra è preoccupata, timida» , ha detto a Roma, con gli occhi di un uomo scoraggiato. Intanto radio mercato ipotizza già il suo possibile successore per la prossima stagione: PierPaolo Bisoli, ex Cesena e Cagliari.
PIU' DI UN MIRACOLO «Un conto è lottare, un altro arrendersi — osserva Bruno Bolchi, 71 anni ieri, il primo allenatore del Bari di Matarrése in A—. Si può anche retrocedere, ma con dignità. Lo meritano la città, i tifosi, soprattutto il presidente. Mi spiace per don Vincenzo, è animato da sana passione. Conosco bene Mutti, è un combattivo, non mollerà. Anche se, a questo punto, ci vuole più di un miracolo» . Il celebre «Maciste» si interroga ancora sulle cause che hanno portato il Bari al disastro: «L’assenza di Barreto si è rivelata determinante. Per non parlare di Bonucci e Ranocchia...» .
La Gazzetta dello Sport (ed. Puglia)
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