
I tifosi del Bari sono delusi per lo sconcertante andamento di questo campionato e per le recenti prestazioni dei giocatori che hanno lasciato a desiderare sul piano del carattere e dell’impegno (foto Saverio De Giglio)
BARI – Il Bari è sull’orlo del baratro, con un piede in serie B. Una sconfitta su tutti i fronti (anche sotto il profilo economico e finanziario) che he gettato nello sconforto un’intera tifoseria. Finora c’è stata solo una timida contestazione, ma è probabile che la protesta diventi sempre più fragorosa, specie dopo la sconcertante prova di domenica contro la Lazio. I tifosi puntano l’indice contro i giocatori (ad eccezione dell’intrepido Gillet) che non si stanno battendo con la necessaria vigoria e con la grinta indispensabile in frangenti così delicati. I segnali di resa incondizionata, con una salvezza ancora in ballo (diventata ormai un miraggio), hanno dato la stura ad un malcontento che covava sotto la cenere. Non si può perdere la serie A in un battibaleno e mandare in frantumi l’entusiasmo di una piazza che era tornata ad “innamorarsi” della propria squadra. Così sotto accusa sono finiti anche la società e il ds Guido Angelozzi. Succede sempre così a Bari, quando gli eventi precipitano. Ma questa volta, la delusione è ancor più cocente: troppe promesse mancate, sia da parte della dirigenza che dei giocatori.
Il “San Nicola” rischia di diventare nuovamente una terra desolata, con gli spalti deserti o semivuoti. Per la gara con il Genoa i paganti furono appena 755. Domenica arriva la Fiorentina e il numero degli spettatori potrebbero diminuire ulteriormente. Anche una parte dei 14.000 abbonati (i più arrabbiati di tutti) potrebbe rinunciare a sorbirsi l’ennesimo deludente spettacolo. A meno che il vento della contestazione, i fischi non sollecitino i giocatori a mettere finalmente in campo carattere, determinazione e voglia di battersi.
In tutto questo scenario caotico, si staglia all’orizzonte un futuro tutto da decifrare. I Matarrese potrebbero restare alla guida della società, con il proposito di rinnovare i quadri dirigenziali e tecnici, per puntare a una pronta risalita. Oppure, ci potrebbe essere un ampliamento della base societaria con l’ingresso di un gruppo di imprenditori baresi che a quanto pare sembrano disposti a rilevare la maggioranza del pacchetto azionario (ma in tal caso bisognerebbe quantificare il valore finanziario dell’operazione). Per ora si tratta di alcune indiscrezioni che andranno valutate con maggiore attenzione nelle prossime settimane. Il presente ci consegna, invece, un Bari che ha perso la bussola e un allenatore, Mutti, che non è riuscito ad invertire la rotta. La squadra ha il fiato corto e non sa più che pesci prendere. E nemmeno l’annunciato rientro nei ranghi di Barreto, che dovrebbe riprendere regolarmente gli allenamenti in attesa di tornare in campo fra due-tre settimane, regala un briciolo di sorriso ad una tifoseria che si sente tradita.
N. Lav.
fonte: barisera.net




