
Dura contestazione dei tifosi ieri pomeriggio nei confronti di alcuni giocatori del Bari. Sembrano ormai dimenticati i giorni della festa promozione in serie A e il brillante campionato dello scorso anno (foto Saverio De Giglio)
BARI – C’è aria di tempesta. Il campionato del Bari rischia di concludersi con un completo naufragio. La rabbia dei duecento tifosi che ieri hanno contestato, insultato e persino colpito alcuni giocatori ha lasciato il segno. Se la squadra aveva già dato segnali di cedimento, di resa nell’ultima esibizione contro la Lazio, ora potrebbe persino andare in totale confusione e smarrirsi definitivamente. La protesta di ieri pomeriggio (lecita sul piano verbale ma esecrabile quando è sfociata negli sputi e nei calci) era nell’aria. La cocente delusione per la lunga sequenza di risultati negativi e per la totale mancanza di reazione da parte di molti giocatori, ha messo in subbuglio la tifoseria biancorossa che ormai non ha più voglia di perdonare niente a nessuno.
Il bersaglio preferito sono stati i calciatori, ma anche la società è finita nel mirino dei contestatori. Questa volta la famiglia Matarrese ha di che riflettere, specie dopo aver fallito gli obiettivi sia sotto il profilo sportivo (la permanenza in serie A) che organizzativo (situazione finanziaria non certo florida anche per l’impossibilità nella prossima stagione di incassare 20-25 milioni per i diritti televisivi).
In seno al Bari Calcio regna il caos. La squadra somiglia tanto ad una ex corazzata che presenta numerose falle in ogni punto, i giocatori non hanno più la serenità necessaria per scendere in campo e soprattutto sembrano svogliati, mentalmente rassegnati. Bortolo Mutti, che si sta ritrovando tra le mani una patata più bollente di quella che aveva previsto, cerca di rimettere insieme i cocci, ma il compito appare francamente arduo. Chissà con quale spirito Gillet e compagni affronteranno domenica prossima la Fiorentina allo stadio “San Nicola” dove il clima con tutta probabilità sarà a dir poco ostile. Dall’altra parte, la società per il momento tace. Sono circolate alcune voci sul paventato disimpegno della famiglia Matarrese che avrebbe espresso la volontà di lasciare il Bari. Ma, per ora da via Torrebella non sono arrivate nè smentite, nè tanto meno conferme. In ogni caso, la questione, come sempre, sarebbe tutta da decifrare perché bisognerebbe capire e conoscere qual è l’effettivo valore della società, anche in virtù della ormai quasi certa retrocessione in serie B. In attesa di eventuali novità sul fronte societario (se davvero i Matarrese vogliono vendere e se ci sono acquirenti disposti a comprare), non resta che restare nel solco del campionato. Dopo la contestazione di ieri, il polacco Glik ha provato a ribaltare il quadro psicologico: “La matematica ancora non ci condanna. Non è una situazione facile, ma abbiamo il dovere di provarci. In fondo, basterebbe vincere due o tre partite consecutive per tornare in corsa. Il nostro è solo un problema di testa”.
Ma, forse la debacle del Bari non dipende solo da quello.
N. Lav.
fonte: barisera.net




