Barreto e il Bari, amore al capolinea? "Fino a giugno sono del Bari, ma non ho mai detto che voglio stare qui a vita"
In conferenza stampa il brasiliano si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
Il Bari di Bortolo Mutti ha ripreso ieri pomeriggio, in palestra a causa di una fitta pioggia, gli allenamenti in vista della gara di domenica a Udine. L'ex tecnico dell'Atalanta ha fatto disputare lavoro a gruppi. Non hanno partecipato all'allenamento gli acciaccati Raggi e Bentivoglio. Lo staff medico ha riscontrato per il difensore una distrazione di primo grado al flessore della coscia destra, mentre al centrocampista lo staff medico ha confermato la distorsione alla caviglia destra. Difficile un loro recupero per la trasferta di domenica prossima. A parte hanno lavorato sia Almiron che Rudolf.
Dopo quasi quattro mesi è tornato a parlare in conferenza stampa l'attaccante brasiliano Paulo Vitor Barreto, il quale a causa di un problema muscolare è stato lontano più di tre mesi e mezzo dai campi di calcio. Il giocatore di Rio De Janeiro prima dell'infortunio aveva totalizzato tredici presenze e realizzato quattro reti. Barreto ha iniziato la conferenza stampa parlando della sua condizione fisica. "Da poco ho iniziato a lavorare e sto lavorando bene. E' inutile che io dica che tra quindici o venti giorni tornerò a disposizione perché i giorni potrebbero essere di più o di meno. Ancora non so di preciso quando sarò a disposizione".
A questo punto il brasiliano ha spiegato cosa lo ha fatto stare fuori tanti mesi. "Dopo il secondo infortunio mi sono un pò preoccupato e la società mi ha chiesto se avessi qualcuno di fiducia. Io ho risposto che a Udine c'erano delle persone di fiducia. L'Udinese ed il Bari, poi, si sono parlate fra loro e hanno deciso di mandarmi a Udine a curarmi. Alla fine io e la società abbiamo deciso insieme questa cosa. Non è che io ho preso e me ne sono andato così. Se sono andato a Udine è perché mi hanno dato il permesso".
Barreto ha parlato anche di quello che è successo a gennaio, nel mercato di riparazione, quando era in procinto di passare alla Fiorentina e poi non se ne fece più nulla. "Da quando sono a Bari non ho mai chiesto e detto a nessuno che volevo andare via. Non ho mai detto una cosa del genere, anzi ho sempre detto che a Bari sono stato sempre bene. Sono però coerente con me stesso e non ho mai detto che voglio stare qui per tutta la vita. Ho degli obiettivi nella vita, come penso li abbiano tutti quanti. Ogni anno voglio crescere, non voglio stare sempre fermo in un posto. Se avere degli obiettivi nella vita significa essere mercenario allora a Bari siamo tutti mercenari, dal primo all'ultimo".
L'attaccante di Rio ha parlato anche della contestazione che hanno subito i giocatori del Bari domenica al San Nicola. "A me di quello che dice la gente non m'interessa. Io vado avanti per la mia strada. Quando tornerò in campo lo farò con la stessa voglia di prima, con il fisico o senza. Io lavoro per la società e non per gli altri. Fino a prova contraria, fino a giugno sono del Bari e starò qui a lavorare con la stessa voglia di prima. Poi a giugno si deciderà e si vedrà cosa si farà. Ripeto, io non ho mai detto che volevo andare via e se dovesse capitare sarò contento lo stesso perché questa è la mia professione. I sentimenti sono una cosa, la prefessione un'altra. Non è detto che se dovessi andar via mi dimenticherò di quello che ho ricevuto qui da parte di tutti, anzi. E' inutile che io dica cosa succederà a giugno perché ancora non lo so".
A Barreto, poi, hanno dato fastidio alcune critiche da parte dei tifosi. "Mi ha dato davvero fastidio sentire che alcune persone hanno pensato che sia andato via, a Udine, lasciando la squadra nei guai. Invece non è stato così, perché sono stato infortunato. Anche se sono andato a curarmi su, ho sempre sentito i miei compagni di squadra, non li ho mai lasciati da soli. Io non sono scappato perché se avessi voluto farlo lo avrei fatto già a gennaio, ad inizio del calciomercato, e questo non è successo. Io non devo nascondere niente a nessuno. Se voglio andare via me ne vado, non è un problema, anche perché poi decido io insieme alla società. Parecchie persone hanno detto che ho fatto finta di farmi male. E poi si è anche detto che i giocatori erano contro mister Ventura, non è vero. Eravamo sempre disponibili, abbiamo sempre lavorato e abbiamo fatto sempre quello che ha voluto il mister perché è giusto così in quanto noi tutti lavoriamo per una società. Tutte queste cose sono false, perché quando le cose vanno male si dicono tante cose. Queste cose le ho sempre sentite da quando ho iniziato a giocare e cioè da dieci anni".
L'attaccante del Bari ha parlato anche di cosa è successo quando a gennaio andò a fare le visite mediche per un eventuale passaggio alla Fiorentina che poi non si concretizzò. "La Fiorentina sapeva già che io ero infortunato. Il passaggio non si è concretizzato per la visita medica. Ho sentito il direttore e lui mi ha detto che il presidente lo aveva chiamato e gli aveva detto di bloccare tutto. Poi, dopo, non so cosa sia successo. Io sono stato contento di questo. Sul mio non passaggio alla Fiorentina ho sentito pure che alcune persone hanno detto che io ero arrabbiato perché non si era concretizzato. Al contrario, ero contentissimo di essere rimasto a Bari, anche perché se avessi voluto sarei potuto andare via a gennaio. Non sarei neanche tornato a Bari. A fine anno non è detto che vada via".
di Micol Tortora
02/mar/2011 16.53.00
fonte: goal.com









