Mutti cancella il Bari di Ventura
«Reparti scollegati, poca aggressività. Bisogna cambiare registro»
di Cristian Siciliani

Mutti dà indicazioni ai suoi durante la partita contro il Genoa al San Nicola
BARI - La prima di Bortolo Mutti forse non sarà servita ad alimentare nuove speranze di salvezza ma ha confermato quanto fosse necessario cambiare con qualche mese di anticipo la guida tecnica. In verità, nonostante la presenza di Mutti in panchina, la squadra anche con il Genoa non ha mostrato quella determinazione e ferocia agonistica necessaria in una situazione ai limiti dell’impossibile come quella biancorossa. «Sicuramente possiamo fare di più dice Mutti -. quello che mi preoccupa è che i reparti, specie nel primo tempo, erano scollegati, quando invece tra di loro dovrebbe esserci un coinvolgimento generale. Nel secondo tempo invece qualche meccanismo ha funzionato di più. Il Bari, aveva l’abitudine di aspettare l’avversario nella propria metà campo per ripartire. Questo atteggiamento è da dimenticare. Ora dobbiamo cercare subito la profondità, aggredire i nostri avversari. Quando sono arrivato ho detto ai ragazzi: abbiamo 14 gare da disputare, dobbiamo costruire un campionato ad alta velocità. Contro il Genoa siamo andati a media velocità. C’era ancora troppa insicurezza». Poi aggiunge: «Dobbiamo essere più rapidi. In questa fase del campionato dovremmo essere alla pari con le altre squadre. Invece ieri arrivavamo in ritardo su tutti i palloni. Salvezza impossibile? Io mi tengo stretto un piccolo 5 per cento»..
Dalle parole degli stessi giocatori si capisce chiaramente come il tempo di Giampiero Ventura a Bari fosse ormai scaduto. Da Okaka a Rivas, da Parisi a Ghezzal, tutti concordi nel sottolineare i cambiamenti sotto l’aspetto tattico e psicologico avvenuti con il passaggio dal tecnico ligure a Mutti. Anche con il Genoa il Bari ha però fatto un’enorme fatica a creare gioco e palle goal, una squadra apparsa quasi rassegnata al proprio destino. L’assenza di Barreto continua a pesare come un macigno in termini di reti e qualità. Pochi due giorni di lavoro per Mutti che si è affidato a quei giocatori che riteneva più affidabili, proponendo una versione differente del 4-4-2. In quest’ottica non ha pagato la mossa di Bentivoglio largo a destra e la scelta di far partire dalla panchina Alessandro Gazzi, unico giocatore capace di fare filtro a centrocampo.
fonte:leggo.it BARI





